MONTESILVANO – Li sollecita a saldare il conto, arretrati compresi, e per tutta risposta un ristoratore di Montesilvano (Pescara) e il figlio vengono picchiati da quattro rom che si danno alla fuga subito dopo.

Nella corsa, però, perdono i telefoni cellulari e proprio grazie a essi i carabinieri riescono a rintracciarli.

Per quell’episodio, avvenuto a settembre dello scorso anno, oggi tre rom sono stati arrestati con l’accusa di estorsione aggravata continuata in concorso e lesioni aggravate in concorso.

Si tratta dei fratelli Romolo e Antonio Spinelli, di 30 e 47 anni, e del figlio di uno di loro, Gaetano Spinelli (25).

Denunciato, inoltre, un minorenne che ha partecipato all’aggressione.

I due fratelli, la sera del 27 settembre scorso, avevano cenato nel ristorante con le rispettive famiglie e, al momento di pagare, avevano chiesto di aggiungere l’importo al conto aperto, come già avvenuto in precedenza.

La moglie del titolare si era detta contraria, dato che i due fratelli dovevano loro già 300 euro.

Rifiutandosi però di saldare il conto sul momento, Romolo e Antonio Spinelli se ne erano andati con le famiglie, tornando successivamente per una “spedizione punitiva” interrotta per fuggire all’arrivo dei carabinieri di Montesilvano.

Le misure cautelari eseguite oggi sono state disposte dal gip del Tribunale di Pescara Mariacarla Sacco su richiesta del pm Giuseppe Bellelli.

I due fratelli sono stato rinchiusi in carcere, mentre il 25enne è stato posto agli arresti domiciliari.