L’AQUILA – “Dopo un mese che aspettavo è venuta finalmente la ditta che doveva allacciare il mio negozio alla fibra internet ultraveloce del tunnel intelligente. Ma non hanno potuto fare nulla, mi hanno spiegato che non hanno l’autorizzazione dalla Gran Sasso acqua, e loro non possono richiederla, essendo in subappalto, a farlo dovrebbe essere la Vodafone per la quale lavorano. E io resto senza connessione”.

E’ un vero e proprio incubo burocratico quello che sta vivendo un commerciante aquilano, Roberto Rovini, che ha aperto a dicembre lungo la centralissima via Patini, il negozio “Dottore del pc e di telefonia”. Il suo problema è che non riesce ad agganciarsi alla fibra dell’internet veloce, che corre anch’essa dentro il tunnel intelligente.

Un problema, assicura Rovini, che  riguarda anche altre attività commerciali che si trovano lungo gli assi dello smart tunnel,  e che hanno coraggiosamente riaperto in centro storico nel post terremoto. Molte delle quali vivono ora una situazione di grande difficoltà per i pochi residenti tornati, circa 5.000, ma considerando anche le meno centrali Villa Gioia e villa comunale. Ancora, la difficoltà di trovare parcheggio, per la concorrenza sempre più spietata, come avviene ovunque, dell’e-commerce e dei centri commerciali di periferia.

Inizialmente le compagnie telefoniche da lui contattate gli avevano detto che doveva essere lui a fare richiesta di allaccio alla Gran Sasso Acqua, ente comunale gestore del tunnel intelligente, realizzato sotto le strade del centro storico dell’Aquila nel post sisma, di proprietà del Comune.

Abruzzoweb si era già occupato del caso, e aveva contattato direttamente la Gsa, per svelare l’arcano, e gli uffici nella loro risposta sono stati molto chiari: “qualora un utente abbia la necessità di effettuare un allaccio alle reti,  è il gestore interessato che deve provvedere ad inoltrare una richiesta diretta. Qualora tale intervento interessi manufatti dei sottoservizi, ciascun gestore dovrà inoltrare una richiesta di autorizzazione alla realizzazione dell’allaccio alla Gran Sasso acqua”.

L’iter è dunque chiarissimo, ma il problema è ora che le ditte subappaltatrici non possono fare richiesta direttamente, non ne hanno facoltà.

“Lo dovrebbe fare, in questo caso, la Vodafone, e spero che si muova”, commenta Roberto Rovini.

Al commerciante l’addetto della ditta subappaltatrice ha infatti spiegato che senza un pezzo di carta in mano, con un’autorizzazione firmata, loro non possono agire, perché in linea di principio potrebbero essere sanzionati dalla Polizia Municipale, e denunciati per lavori abusivi, inoltre occorre bloccare la strada, dotarsi obbligatoriamente di una carrucola per ragioni di sicurezza, in quanto gli operai devono in questo caso lavorare sottoterra.

Per il resto l’operazione sarebbe semplicissima: aprire la botola dello smart tunnel e collegare qualche metro di fibra che parte dal negozio al cavo internet principale, senza nemmeno effettuare scavi sul manto stradale, visto è stato già interrato un corrugato che connette palazzi e locali commerciali allo smart tunnel.

“Questa frustrante situazione mi sta danneggiando non poco, per la mia attività la fibra è essenziale, anche se per ora mi sono attrezzato diversamente. La ditta mi ha chiesto anche ciliegina sulla torta, 90 euro di fatture per la fibra che ancora non ho e sono passati tre mesi…”, si sfoga Rovini.