TERAMO – Mentre la macchina dei soccorsi si muoveva per trasferire lo sciatore aquilano Mario Celli, travolto da una slavina, nel reparto di Rianimazione cardiochirurgica dell’ospedale “Mazzini” di Teramo, sull’elicottero del 118 dell’Aquila i medici rianimatori (di 118 e soccorso alpino) non hanno smesso un attimo di praticare il massaggio cardiaco, per sostituirsi alla pompa cardiaca e assicurare l’ossigenazione al cervello.
Nell’ospedale teramano si è ricorso alla Ecmo, una macchina cuore-polmoni che permette la circolazione bypassando il cuore umano, normalmente utilizzata nel centro specializzato per l’assistenza negli interventi di cardiochirurgia, ma mai impiegata fino a oggi per rianimare un paziente vittima di un arresto cardiaco da ipotermia.
Il corpo dello sciatore, secondo fonti mediche, aveva infatti una temperatura di 24 gradi centigradi contro i normali 35-36.
È stato necessario scaldarlo, mentre la Ecmo garantiva la circolazione extracorporea.
Quando i medici hanno deciso di tornare a utilizzare il cuore dell’uomo erano le 16.15, tre ore dopo che il corpo era stato estratto dalla neve.






