L’AQUILA – Conferenza stampa questa mattina per il Partito democratico regionale a L’Aquila presso il palazzo dell’Emiciclo, durante la quale i consiglieri regionali hanno esposto il documento che il gruppo del Pd presenterà martedì prossimo in occasione del Consiglio straordinario sul sistema idrico integrato.
“Abbiamo considerato stravagante la conferenza stampa del Commissario del Sistema idrico integrato, Pierluigi Caputi – afferma il capogruppo del Pd in Regione Camillo D’Alessandro – non tanto per il merito, ma per il fatto che non credendo ai ‘marziani’, non crediamo a chi oggi grida o peggio, vuole apparire marziano rispetto alla situazione dell’acqua. Ricordo che il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi quando si insediò trovò già le Ato commissariate e fu proprio il suo ex predecessore, Ottaviano Del Turco, a commissariarli a luglio del 2007. Come noto dopo qualche mese la legislatura si interruppe. Prima vi erano sei commissari, uno per ogni ATO, poi si è passato ad un commissario unico, ma la sostanza non cambia: ci troviamo di fronte ad una costanza della funzione commissariale da parte della Regione che coincidono, quasi tutti, con il governo Chiodi. Cosa ha fatto il Presidente in questi anni ? Silenzio ed inerzia”.
“Non solo – incalza il capogruppo del Pd – nel 2011 la maggioranza ha approvato la legge di riforma con la costituzione dell’Ato unico regionale, l’Ersii. Da allora però la legge non è stata attuata e Chiodi dove era? Perché tale clamorosa inerzia, perché solo oggi la denuncia? Evidentemente Chiodi la vuole mettere in caciara per aprire le porte ai privati nella gestione dell’acqua o, forse, per scaricare sui cittadini i debiti sulle tariffe dell’acqua”.
“Noi chiediamo che sia un organo terzo ed indipendente a certificare la massa debitoria e dei crediti degli Ato e delle società di gestione . Proponiamo che venga affidato all’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili la verifica dei bilanci e dei crediti e debiti. Perché solo cosi sarà possibile approvare piani di ristrutturazione del debito che non si scarichino sulle tariffe”.
“Chiediamo che si passi alla istituzione del soggetto gestore unico regionale, superando gli attuali sei e che le nomine avvengano dietro bando di evidenza pubblica affinché si scelgano le professionalità e non le appartenenze”.





