L’AQUILA – Gli abitanti delle case comunali di San Gregorio devono ricominciare a pagare l’affitto insieme alle quote non versate da due anni pur avendo ancora le case piene di crepe.

“È assurdo che ci chiedano i soldi senza aver fatto i lavori”, dicono in coro infuriati i locatari dopo aver ricevuto questa mattina la lettera dell’Ufficio Casa del Comune in cui si richiede il pagamento dei canoni d’affitto a partire dal novembre 2009 a tutti i locatari di case classificate “A” e “A con lavori”.

“Le nostre case sono piene di crepe – dicono con rabbia – ci hanno fatto rientrare ma sono due anni che non ci dicono se e quando ci faranno i lavpori di riparazione e messa in sicurezza”.

Ad essere contestata anche la richiesta, messa nero su bianco nella lettera, di effettuare i pagamenti arretrati “entro e non oltre i 15 giorni dal ricevimento della presente”.

“Per tutte le bollette c’è la possibilità di rateizzare i pagamenti – contestano – mentre il Comune vuole tutti i soldi e subito”.

Il calcolo del canone d’affitto, basato sul reddito delle famiglie assegnatarie dell’alloggio popolare, è inoltre aggiornato a prima del terremoto. “Molti di noi hanno perso il lavoro, tanti sono in cassa integrazione. Non possono chiederci di pagare lo stesso canone di prima”.

Gli abitanti hanno anche sollevato dei dubbi sull’avvenuta registrazione dei contratti di locazione. “La maggior parte di noi – spiegano – non ha firmato nulla davanti al notaio, in mano abbiamo solo la fotocopia di un contratto che non ha nessuna validità”.

Intanto gli abitanti delle case comunali di San Gregorio hanno avviato una raccolta di firme per richiedere un incontro urgente al sindaco Massimo Cialente per discutere la questione.

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