L’AQUILA – “Esiste un modo per vivere il dolore in maniera etica e, per quanto mi riguarda, L’Aquila resta a livello estetico meravigliosa, nonostante la distruzione del terremoto”.
Con queste parole l’artigiano della fotografia aquilana Roberto Grillo spiega il titolo della sua mostra e pubblicazione “L’(est)etica del Dolore”, pronta a chiudere il cerchio emozionale post-sima dopo “Terremotus” e” Un blues per L’Aquila”, presentate stamattina all’auditorium “Sericchi” della Carispaq.
Una catarsi, un progetto rigenerativo, quello del fotografo aquilano, pieno di affetto per la città capoluogo, che immagina come una nonna gravemente malata, ma viva.
Lunedì prossimo alle 18 all’Ance ci sarà la presentazione al pubblico con l’annunciata presenza del presidente dell’associazione provinciale dei costruttori, Gianni Frattale, della curatrice del catalogo, Alessia Moretti, e dell’ex sottosegretario Gianni Letta.
Difficile per l’enigmatico Grillo trovare una sede nella città “vuota”, tanto da rifugiarsi nonostante la contraddizione affollamento-intimità nel centro commerciale L’Aquilone, ormai nuovo luogo d’incontro e cuore della città, sottolineando quanto al momento esista il binomio centro storico reale e virtuale. “Ringrazio il direttore Federico Pisani – spiega – per averci dato spazio. Nonostante il luogo trafficato ci sarà l’intimità che occorre con la creazione di una struttura all’interno di un corridoio 20 metri per 3. Il tema è delicato e la mostra potrà essere guardata, ma non vista”.
Gli scatti, per la maggior parte a colori, fatta eccezione per 8-9 foto realizzate in pellicola, saranno esposti dal 26 marzo al 4 aprile all’Aquilone, successivamente dieci gigantografie 1,5 metri per 2 saranno spostate sotto i portici del Convitto nazionale in centro storico.
A spingere Grillo all’ultima creazione “una crisi artistica”, dopo un no al confronto e alla collaborazione del suo maestro numero “1” Marcello Mariani, assorbito da altri progetti.
Discutendo dell’assenza delle persone care con gli amici Giustino Parisse, Vincenzo Vittorini e Massimo Cinque, non senza sofferenza l’artigiano aquilano si è aperto al colore dando vita a un lavoro espressionista con tinte che di per sé evidenziano il proprio pensiero. “Con questa mostra, un po’ egoista – afferma – chiudo il mio terremoto. Spero che la mia catarsi valga anche per i cittadini. Le foto sono stampate da me, qui torna la mia artigianalità”.
Tra i vari scatti, pieni di rabbia, distruzione, sofferenza, Grillo si sofferma su “famiglia Vittorini” e “Ciccio”. “L’unica foto che non ho gestito cromaticamente – spiega – è quella ‘famiglia Vittorini’, prima e durante la preparazione sono stato davvero male. Vincenzo ha voluto che tutto fosse messo al proprio posto prima della scossa. Abbiamo chiesto e ottenuto l’autorizzazione al pm per lo scatto”.
“Sono molto legato alla foto ‘Ciccio’ – continua sullo scatto dedicato alla memoria del pilone dell’Aquila Rugby Lorenzo Sebastiani – Sinceramente sarebbe dovuta andare nel mese d’aprile sul calendario 2012 sfumato con L’Aquila Rugby”.
Presenti nella pubblicazione “L’(est)etica del Dolore” la prefazione dell’ex sottosegretario Letta, la nota critica della Moretti e i contributi degli “amici” dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso, Maria Paola Nanni-Costa, Berardino Bruno e Giustino Parisse.



