L’AQUILA – Automobili imbiancate e nubi di polvere che rendono difficile respirare.

È lo scenario a cui molti aquilani, loro malgrado, sono quasi abituati soprattutto negli ultimi tempi in cui il numero di demolizioni degli edifici resi inagibili dal terremoto ha subito un’impennata.

Si demolisce tanto in periferia quanto alle porte del centro storico, come a viale Francesco Crispi, vicino la chiesa di Cristo Re, o a Villa Gioia accanto la sede del Comune, dove qualche giorno fa è andato giù un enorme palazzo.

Proporzionalmente al numero di edifici abbattuti crescono anche le preoccupazioni degli aquilani per la propria salute.

Ogni volta che si abbatte un palazzo, infatti, la quantità di polvere che si alza nell’aria è davvero notevole e poco sembra funzionare l’acqua che viene gettata per contenerne la diffusione. Non servono rilevatori particolari per capire che l’atmosfera così carica di polvere non è affatto salubre per la salute.

L’apprensione nasce anche dal fatto che non si sa bene cosa, in realtà, gli aquilani stiano inalando in questo periodo.

Ci sono polveri cosiddette ‘sottili’ che sono impercettibili. In teoria, prima di essere abbattuti, gli edifici vengono liberati da qualsiasi cosa possa contenere eternit, come camini, tetti o tubature.

Manca però la sicurezza che nulla sfugga ai controlli e che le procedure vengano rispettate alla perfezione.

Per quanto riguarda l’eternit, infatti, anche poche fibre possono rivelarsi fatali per la salute dell’uomo. Un problema, quello dell’amianto, che comunque esiste a prescindere dalle demolizioni: soprattutto nelle abitazioni dei centri storici, quelle di vecchia costruzione, l’eternit che si trovava sui tetti o anche all’interno, dopo i crolli è entrato a contatto con l’aria e allo scoperto, liberando molto probabilmente qualche fibra.

La situazione si avvia comunque a peggiorare: quando partirà la cosiddetta ricostruzione pesante, ovvero quella degli edifici ‘E’, sia della periferia sia del centro storico, L’Aquila potrebbe essere davvero sommersa dalla polvere.

E l’aria, quella sana e pulita aria per cui L’Aquila era tanto conosciuta prima del terremoto, rischia seriamente di essere compromessa.