L’AQUILA – Mentre all’Aquila si combatte per risolvere la questione della restituzione delle tasse sospese nel cratere del terremoto del 2009 che la Commissione europea ha richiesto alle imprese ritenendole aiuti di Stato, la stessa stabilisce che la misura prevista dall’Italia pari a 43,9 milioni di euro per sostenere gli investimenti nelle regioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017, compreso l’Abruzzo, è in linea con le norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato.

L’aiuto, in questo secondo caso, assume la forma di un credito d’imposta per tutte le imprese che effettuano investimenti iniziali nella zona. 

Dunque una misura diversa rispetto a quella adottata per il sisma aquilano, ma comunque destinata ad alimentare ulteriormente le polemiche che si sono sollevate negli ultimi giorni proprio nel capoluogo abruzzese e che culmineranno con la grande manifestazione annunciata per il 16 aprile, dopo il summit che si è tenuto l’altro ieri nella sede della Regione Abruzzo.

Il sostegno alle grandi aziende, nel cratere 2016-2017, si limiterà a un aiuto per la costituzione di una nuova impresa, la diversificazione dell’attività di un’impresa o l’acquisizione degli attivi di un’azienda che ha chiuso i battenti.

“La popolazione e l’economia dell’Italia centrale si stanno ancora riprendendo dalle drammatiche conseguenze dei terremoti verificatisi negli ultimi anni. Le autorità italiane intendono sostenere gli sforzi in atto con una misura che contribuisca alla ripresa economica di queste zone. Riteniamo che la misura sia idonea a sostenere le imprese colpite e le persone che vivono in queste regioni”, così Margrethe Vestager, commissaria responsabile per la Concorrenza, in una nota. 

Sono interessati oltre 140 comuni tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, circa 600 mila persone e un’area di circa 8 mila chilometri quadrati.

Il regime di aiuto italiano approvato oggi “mira a integrare queste misure, per attenuare i danni economici e sociali subiti nelle zone colpite sotto forma di: forte calo del Prodotto interno lordo, pesante perdita di posti di lavoro, riduzione dell’attività economica di oltre il 50 per cento e diminuzione significativa del fatturato delle imprese rispetto ai livelli precedenti al terremoto”.

La dotazione coprirà il periodo 2018-2020. L’Ue ha messo in atto “una serie di misure connesse alla compensazione per i danni causati dai terremoti, in particolare: è stato approvato un tasso di cofinanziamento eccezionale del 95 per cento per finanziare le operazioni di ricostruzione con il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). La Commissione, inoltre, ha proposto un aiuto finanziario per le regioni colpite pari a 1,2 miliardi di euro provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione, l’importo più elevato mai concesso a un paese a titolo del fondo”, conclude.