L’AQUILA – “I sindaci hanno ragione a essere arrabbiati e delusi, per me loro sono degli eroi, visto che per un obolo si assumono responsabilità penali, contabili e patrimoniali e quello che qui hanno fatto ieri va molto oltre quelle che sono le loro competenze”.
Non ha dubbi a indicare chi ha retto la baracca il consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, nel pieno dell’emergenza causata dal sisma e dalla nevicata che ha messo in ginocchio l’Alta Valle dell’Aterno. Zone dove si sono dovuti attendere a lungo gli interventi delle istituzioni. Il consigliere, in prima linea subito dopo le scosse dell’altro ieri, è diventato l”unico interlocutore per quelle persone che lui chiama “eroi”.
Pietrucci ha confortato la comunità nelle varie frazioni isolate, con la terra che tremava violentemente, liberate e messe in salvo in buona parte dagli stessi paesani armati di pale o alla guida dei trattori, e grazie ai pochi mezzi a disposizione del Comune, vista il ritardo di altri interventi.
Originario proprio di questo territorio, Pietrucci raccoglie lo scontento dei sindaci delusi dall’assenza nell’epicentro del nuovo sisma del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, o anche almeno del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. E anche per i ritardi dei soccorsi.
E su questo argomento, in un passaggio a Capitignano, uno dei centri più colpiti, il giovane consigliere regionale si è concesso uno sfogo ai microfoni di AbruzzoWeb dopo aver incassato tante lagnanze dei cittadini.
“Volete sapere chi è stato finora qui l’unico rappresentante delle istituzioni presente? – si è chiesto polemicamente – Il sottoscritto, oltre alle forze dell’ordine e all’Anas, e questo mi dispiace molto, come mi spiace molto dare un giudizio non positivo sul funzionamento della macchina dei soccorsi, su cui andranno riviste molte cose, in tempo di pace”.
E annuncia che il punto sarà fatto dopo l’emergenza: “Forse sono anch’io parte del problema – prosegue Pietrucci – faccio anch’io parte della maggioranza in Regione, che gestisce una parte del sistema della Protezione civile, ma io ho il coraggio di riconoscere gli errori, che non riguardano solo la politica, ma chi fa attività gestionale, i dirigenti. In tempi di pace, appena sarà passata l’emergenza, ci saranno molte cose da rivedere: bisogna dire dove si è sbagliato per non ricommettere l’errore”.
Una rabbia che è risultata evidente anche nelle sue ripetute telefonate di fuoco, al fianco al sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi, alla struttura regionale della Protezione civile, per chiedere lumi sull’invio, atteso da oltre 24 ore, della turbina per poter finalmente liberare le strade dalla neve in modo ottimale e agevolare gli interventi in una situazione di piena emergenza, visto che anche qui, come in tutto l’Abruzzo, sono tante le frazioni isolate.
“Mi dicono che finalmente stanno arrivando queste benedette turbine, capiamo le criticità e i problemi che ci sono in tutto l’Abruzzo, ma la parte dell’altro Aterno è una priorità delle priorità, perché qui oltre alla neve c’è stato un terremoto e le persone non possono stare neanche in casa”, conclude. Filippo Tronca






