L’AQUILA  – “E’ fondamentale che vengano subito anticipati 90 dei 300 milioni destinati al rifacimento dei sottoservizi nei comuni del cratere sismico 2009, in modo tale da portarci avanti con le progettazioni, in modo tale che quando finalmente sarà stanziata la restante parte, potremo partire subito con bandi di gara e cantieri”.

La questione, spesso sottovalutata, viene posta nell’intervista ad Abruzzoweb da Gianni Anastasio, sindaco di Pizzoli, e coordinatore dei sindaci del cratere sismico 2009, che sul tema ha già interessato la “Struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009”, diretta da Mario Fiorentino.

Questi 300 milioni di euro fanno parte del plafond complessivo dei 4 miliardi di euro che sono stati già preventivati per terminare tutta la ricostruzione post sisma 2009, ma allo stato attuale ancora non sono stati stanziati.

Una partita che corre parallela all’ottenimento dei 600 milioni di euro mancanti per l’annualità 2026, su cui i senatori di Fdi Guido Liris ed Etel Sigismondi hanno già presentato un emendamento al dl Economia, accolto in commissione Bilancio.

“Il rifacimento dei sottoservizi naturalmente è altrettanto importante della ricostruzione degli edifici, senza di essi del resto le abitazioni non possono tornare agibili e abitabili. Ai tempi della cabina di coordinamento con l’onorevole Giovanni Legnini decidemmo così di stanziare 300 milioni di euro, solo per i comuni del cratere, perché per il comune dell’Aquila c’è il riconoscimento del danno diretto, a valere direttamente sulle risorse ordinarie della ricostruzione, e e non di un capitolo ad hoc. Per quanto riguarda i comuni del cratere inoltre serve anche la verifica del messo di causalità, cioè che effettivamente i  sottoservizi siano stati danneggiati dal terremoto, o comunque dai lavori che sono stati effettuati dopo il sisma, legati alla ricostruzione”.

“La somma di 300 milioni è cospicua, e si è pensato tutti quanti di comune accordo di poter chiedere intanto un’anticipazione per far partire le progettazioni, per portarsi avanti con il lavoro, per una cifra di 90 milioni, che serviranno per coprire tutte le attività dei Comuni, legate agli incarichi di progettazione e all’approvazione dei progetti. Dopo potranno essere stanziati gli altri fondi, che a quel punto potranno subito essere messi a terra. L’interlocuzione è in corso, speriamo bene”.

“C’è una situazione molto complessa, a macchia di leopardo – spiega ancora Anastasio -. Ovviamente i comuni che sono stati più colpiti, con maggior danno agli edifici, hanno registrato un maggior danno anche ai sottoservizi e non ci dimentichiamo del fatto che comunque durante questi sedici anni in cui sono stati eseguiti tanti lavori di ricostruzione privata e di opere pubbliche, altri danni ai sottoservizi sono stati provocati dal continuo passaggio di mezzi pesanti su strade dissestate”.

Ad oggi comunque, “nelle parti di paesi che sono state ricostruite ci sono ancora i vecchi sottoservizi, con allacci alle abitazioni ricostruite, ma sarà importante rinnovarli, per chiudere la partita, si pensi anche alla necessità di azzerare la dispersione idrica delle vecchie tubature, alla semplificazione che si avrà nel futuro per la manutenzione e la gestione di tutte le reti”.