DAMASCO – Oltre 100 oppositori, intellettuali e dissidenti, si sono riuniti per la prima volta pubblicamente a Damasco per cercare di trovare una via d’uscita alla crisi che, secondo l’ultimo bilancio dell’Osservatorio siriano sui diritti umani, ha provocato la morte di 1342 civili e 343 poliziotti e soldati.
Gli oppositori hanno lanciato un appello per una “transizione pacifica verso la democrazia”.
Ma dagli oppositori all’estero è arrivata l’accusa: ”sono manipolati dal regime”.



