L’AQUILA – “Le difficoltà sono state ampiamente spiegate ai dipendenti e si auspicava potessero essere comprese, le retribuzioni sono in corso di pagamento, non è vero che è stato chiesto il sacrificio di sborsare 400 euro per il porto d’armi e i turni non hanno mai raggiunto le 16 ore”.
Una replica forte, che non tralascia alcun dettaglio, quella della Sicuraquila Srl che, attraverso il procuratore speciale Antonio Palena, interviene “per far chiarezza” a seguito del comunicato diffuso questa mattina dalla Cisal Fpc che ha definito quella dei dipendenti di Sicuraquila Srl, addetti come guardie particolari giurate, in particolare nella vigilanza armata presso il Tribunale ed il Tribunale di sorveglianza di L’Aquila, “una situazione insostenibile, in quanto non percepiscono retribuzione dal mese di marzo”.
Il procuratore Palena la definisce “una spiacevole sorpresa”, quella del comunicato stampa, “che esprime preoccupazioni e valutazioni infondate, alle quali la Sicuraquila intende rispondere in maniera chiara in modo che si evitino strumentalizzazioni e si affermi sempre la verità”, soprattutto alla luce del tentativo di conciliazione presso la Prefettura di L’Aquila del 6 giugno scorso.
E tenta di rispondere punto per punto.
“Le retribuzioni sono in corso di pagamento, sia il residuo di marzo che di aprile, così come da impegno assunto nell’incontro tenutosi presso la Prefettura di L’Aquila il 06 giugno”.
E ancora: “Le difficoltà sono state ampiamente spiegate e chiarite ai dipendenti nell’incontro presso la Prefettura dell’Aquila e si auspicava potessero essere comprese, anche alla luce della provvisorietà della situazione di difficoltà in corso di superamento”.
C’è poi la questione del porto d’armi: infatti, nel comunicato diffuso dalla Cisal questa mattina è stato spiegato come “al nostro rappresentante sindacale, sia stato chiesto formalmente di rinnovare il porto d’armi, il cui costo è di circa 400 euro, entro e non oltre il 30 giugno. In caso contrario, gli è stato intimato, che sarà sospeso senza retribuzione e sanzionato disciplinarmente. Tutto corretto se fosse stato pagato e non avesse quindi un grosso disagio economico”.
Ma sicuraquila non ci sta a questa “ricostruzione”, e per voce di Palena ribatte: “Non è accettabile che la Cisal scriva nel comunicato stampa che la Sicuraquila abbia messo in difficoltà i dipendenti, dicendo loro che entro il 30 giugno avrebbero dovuto rinnovare i porto d’armi con un esborso di Euro 400 ciascuno, per due motivi: la società ha sempre rimborsato i costi del rinnovo del porto d’armi e dunque il costo è a carico della Società Sicuraquila, viene solo anticipato dai dipendenti, né potrebbe essere diversamente; inoltre la Società non si è mai – e si ribadisce mai – sottratta alla anticipazione degli importi indicati ai dipendenti che fossero stati in difficoltà, sol che lo avessero richiesto alla Società; era stato ed è ancora un intendimento della Società anticipare comunque somme per quanto possibile ai dipendenti che ne facessero richiesta, anche in questo momento di difficoltà; ovvio che quindi le difficoltà per il dipendente sono sempre state a cuore della Società”.
Altra nota dolente quella dei turni, per cui la Cisal spiega: “Gli operatori, non retribuiti da mesi, sono costretti a turni massacranti che vanno oltre le 16 ore di lavoro continuativo. Inoltre accade anche, che sianocostretti a coprire la turnazione notturna da soli nonostante nell’appalto sia previsto che il turno venga coperto da 2 unità lavorative”.
Niente di più infondato per Sicuraquila, che precisa: “Non è vero che i turni siano stati di 16 ore, ma al massimo di dodici ore, come previsto nel Ccnl in caso di necessità. Il turno con un unico addetto presso il Palazzo di Giustizia ed il Tribunale di Sorveglianza (ex Corte di Appello), oltre che anticipato alla Procura e detratte dalla fatturazione le ore di servizio non prestate, è solo transitorio e determinato dall’elevata incidenza della malattia che ha purtroppo colpito proprio da maggio ben 10 dipendenti (su una forza complessiva lavorativa di 42 addetti) della società Sicuraquila; ciò impedisce di programmare turnazioni a due dipendenti, anche durante la notte: anche questa problematica è in via di soluzione”.
E viene aggiunto: “non vi è mai stata e mai vi sarà alcuna plausibile contestazione di inadempimento nei confronti di Sicuraquila da parte dei propri committenti; Sicuraquila è società solida, seria, che corrisponde circa un milione di euro l’anno di retribuzioni ai dipendenti e in un momento di difficoltà non può e non è giusto che soffra attacchi del genere che nuocono all’immagine della Società; resta inteso che Sicuraquila adotterà ogni tutela legale e giudiziale nel caso in cui, a seguito di informazioni distorte o non rispondenti al vero, si verificassero conseguenze pregiudizievoli per i rapporti contrattuali in essere con le committenti”.
Infine Palena chiosa: “Certo di aver apportato un chiarimento e con l’auspicio che lo stato di agitazione cessi, visto quanto spiegato anche in relazione ai pagamenti, tanto si doveva per chiarezza e nell’interesse della verità”. (azz.cal.)






