OVINDOLI – “I confini dei Siti di interesse comunitario vengono decisi in base a precisi requisiti tecnici e scientifici. L’idea che vengano modificati e occultati a piacimento mi sembra alquanto fantasiosa. In ogni caso non sussiste nessun impedimento all’ampliamento degli impianti sciistici di Ovindoli, che rappresentano un volano importante per l’economia e l’occupazione dell’intero comprensorio”.
Sono le parole del sindaco di Ovindoli, (L’Aquila) Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega, presidente della quarta Commissione Politiche europee e internazionali, che ha inteso prendere posizione su quanto sostenuto dall’ex consigliere regionale di Fi Luca Ricciuti, che invitato la Regione a fare chiarezza su quanto denunciato dall’associazione di allevatori e cinghiali Cospa: ovvero che si è verificato in Abruzzo “un’incredibile” e “opaco” “ballo dei Sic”, i siti di interesse comunitario dove vigono vincoli molto stringenti.
A cominciare dal Parco regionale Sirente-Velino, dove i confini dei Sic nelle cartografie ufficiali, avrebbero fatto riferimento a quelli riportati da un libro, uscito nel 1996 ed edito dalla stessa Regione, in collaborazione con il Wwf e Legambiente, dal titolo “Abruzzo, guida ai Parchi e Riserve Naturali”, nel quale, questa l’accusa, “risulta falsificato il confine della Riserva orientata naturale Monte Velino nella porzione ove è presente una delle due aree di riserva semi-integrale, guarda caso proprio dove oggi è prevista la costruzione dei nuovi impianti sciistici della stazione invernale Monte Magnola”, gli impianti fiore all’occhiello di Ovindoli.
All’interno nel parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, nel comprensorio dell’alto Sangro, sarebbe poi addirittura “sparito” dalle cartografie ufficiali il Sic denominato “Parco Nazionale D’Abruzzo, “non riportato” nella Carta delle Aree Protette della Giunta Regionale. E questo “avrebbe favorito un iter di autorizzazione attentato e meno ricorso la realizzazione di opere divario genere, tra cui impianti di ricettività turistica e sciistici.
Angelosante non intende entrare nel merito specifico della vicenda, ma tiene a difendere a spada tratta la piena legittimità e bontà del progetto di potenziamento degli impianti sciistici del monte Magnola: un intervento da 5 milioni di euro, finanziato dal Masterplan per il sud, che prevede due nuovi impianti di risalita, nuove piste, parcheggi già in realizzazione. I lavori per la prima cabinovia sono prossimi all’affidamento mediante gara, la seconda ha avuto a primavera parere positivo dal comitato di valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo, seppure con qualche prescrizioni, e l’iter sarà più lungo, essendoci anche un ricorso pendente dalle associazione ambientaliste, contro la decisione del comitato Via.
“Il primo aspetto che va fatto notare – spiega Angelosante – è che l’area degli impianti sciistici di Ovindoli è classificato bacino sciistico dal Piano che risale agli anni ‘90, revisionato una quindicina di anni fa, e i sic non c’erano allora e non ci sono ora”.
“I Sic del resto – prosegue Angelosante – vengono istituiti a seguito di un rigoroso studio scientifico, che individua la fauna, la flora e particolari valenze ambientali e paesaggistiche, che necessitano particolare protezione, in base ad una procedura europea. Non è che mi alzo la mattina e decido per questa o quella perimetrazione, con la possibilità di tracciare confini arbitrari. Detto questo la zona di ampliamento degli impianti non è stata mai attenzionata, perché chi l’ha studiata non ha rilevato particolari peculiarità. Mi chiedo piuttosto perché a distanza di tanti anni tutto ciò venga rimesso in discussione, con ricostruzioni fantasiose, tutte da dimostrare”.
Angelosante poi ricorda che “esistono tre livelli di protezione, il Parco, i sic e le zps, le zone di protezione speciale, e i tre livelli possono non essere coincidenti: un sic può essere anche fuori da un Parco, e alcune zone del Parco non sono sic o zps. E per quanto riguarda l’area di espansione degli impianti, io mi attengo agli atti, alle carte, che dicono che nessuno ha trovato particolari valenze ambientali, non a caso gli interventi hanno superato il vaglio del comitato di valutazione di impatto ambientale, e anche il Parco non ha rilevato impedimenti tali da dover bloccare o bocciare questo progetto”.
In conclusione Angelosante, ribadisce la sua posizione di strenuo sostenitore dell’ampliamento dell’impianto, inviso invece al fronte ambientalista.
“Le nuove cabinovie – voglio innanzitutto far notare – permetteranno l’ampliamento della superficie sciabile, con nuove piste, e quello che più conta ad alta quota, aspetto non secondario, ora che negli ultimi anni nevica sempre di meno a bassa quota, non occorrerà l’innevamento artificiale. Occorre comprendere che questi impianti determina un indotto economico e lavorativo per tutta la provincia dell’Aquila, se tira Ovindoli tirano tutte le altre località”.






