L’AQUILA – Una ne fa, cento ne combina.
È un periodo di stato di grazia per Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila riconfermato per i prossimi quattro anni e mezzo in odore di promozione a sottosegretario qualora il Partito democratico vincesse le prossime elezioni di febbraio, come anticipato da AbruzzoWeb e come confermato da egli stesso nonostante l’ipotesi l’avesse inizialmente liquidata come “balle”.
Il sindaco imperversa e legifera in ogni ambito possibile: dai botti illegali, “Vieterò la vendita!”, tuona sfidando il libero mercato, all’ordine pubblico nelle partite dell’Aquila Calcio, vietate le “tazze” (per i profani, le bevande alcoliche); dal turismo invernale, con la querelle seggiovia del Gran Sasso, agli stipendi delle società comunali. È una macchina inarrestabile!
Nel frattempo, autorizza concerti e presentazioni di libri dentro l’auditorium di Renzo Piano (peraltro inagibile), trova il tempo per stangare le sue due nemesi, Gianni Chiodi e Giorgio De Matteis, risponde sistematicamente ai cittadini sulla sua bacheca di Facebook, che utilizza spesso, anzi spessissimo, anche come personale ‘albo pretorio’ per annunciare notizie belle e più che belle.
E lancia la volata, una ciambella riuscita col buco, ai due candidati (vittoriosi) delle primarie per il parlamento, Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli, con cui da anni compone la triplice plenipotenziaria del centrosinistra cittadino.
I due sono parlamentari in pectore, riconfermato “Zizzetto”, new entry “Stefy”, ma non sia mai che solo Max debba restare a bocca asciutta!
Dice, ma seguire mille questioni al minuto non è proprio quello che dovrebbe fare un sindaco di città capoluogo, per di più terremotata, oltre naturalmente che occuparsi della ricostruzione?
Certo, ovvio. Ma negli ultimi giorni in concomitanza con le feste la presenza mediatica di Cialente ha raggiunto livelli tali da meritare la giusta segnalazione e il dovuto riconoscimento.
La campagna elettorale è appena agli inizi e lui, già parlamentare per due mandati dal 2001 al 2008, non sarà candidato, come sindaco sarebbe ineleggibile: per riprovarci avrebbe dovuto dimettersi come ha fatto per esempio il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo.
Ma la fascia tricolore di Max è invece pienamente compatibile con la carica di sottosegretario, e per essere nominato dall’ipotetico futuro premier Pier Luigi Bersani non dovrebbe affatto mollare il Comune, contrariamente a quanto lui stesso pure ha affermato, forse per bluffare un po’.
Ecco che, allora, le molteplici e capillari uscite sulla stampa e sulle piazze virtuali assumono anche un po’ i contorni di mise en scène del SupermanCialente, quello che in futuro sarà capace di svolgere, e con successo, il doppio ruolo.
A meno che non voglia mettere in pratica quello che sempre su Facebook scrive il falso Cialente, la caricatura ironica di cui sono seguaci centinaia di aquilani: “Per questo 2013 abolirò la giunta comunale e nominerò vassalli, valvassori e valvassini!”. Alberto Orsini



