L’AQUILA – “Confinare i cittadini colpiti dal sisma nei nuovi quartieri è stato un errore che poteva essere evitato. Una comunità, per essere tale, deve essere considerata per quella che è: la parte vitale di una città”.

Questo in sintesi il pensiero del controverso critico d’arte e politico (è stato sindaco di Salemi, in Sicilia) Vittorio Sgarbi per la sua “prima” nella “zona rossa” dell’Aquila.

Sgarbi è arrivato nel capoluogo dopo aver fatto visita a Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio, Carapelle e Castelvecchio Calvisio, piccoli centri tra i più colpiti del “cratere”.

“Voglio vedere con i miei occhi la realtà che state vivendo all’Aquila” ha esordito Sgarbi all’arrivo in piazza Duomo, dove ad attenderlo di fronte allo storico Bar dei Fratelli Nurzia c’erano il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e il consigliere comunale del Partito democratico, Vincenzo Rivera.

“Non è mia intenzione entrare in polemica con il governo in un momento molto particolare – ha subito chiarito – ma mi ero reso conto dall’inizio ciò che stava succedendo qui in Abruzzo. Si è deciso di intervenire rispetto ai problemi delle persone, tenendo fuori queste ultime dalle soluzioni, ignorando le esigenze umane e puntando solo sulla solidarietà”.

“Ecco perché per esempio – ha aggiunto – per i paesi più piccoli è difficile pensare che i nuovi alloggi vengano lasciati presto, c’è il rischio che diventino definitivi per il fatto stesso che hanno risolto il problema delle case crollate o danneggiate. Nessuno si è occupato della dimensione umana, a rischio alienazione”.

Poi Sgarbi è passato alle possibili alternative. “Io credo che la visione formidabile dello svedese Daniel Kihlgren, concretamente impegnato nel salvataggio dei borghi medievali, sia quella giusta. Si potrebbe anche puntare ai comitati internazionali per far ‘adottare’ loro i piccoli borghi da ricostruire”.

L’attenzione si è quindi spostata sull’Aquila. Dopo un breve aperitivo da Nurzia, Cialente e Rivera hanno guidato l’ospite nella “zona rossa”, entrando in via Patini per arrivare fino a piazza San Pietro, dove lo scenario di distruzione e abbandono ha colpito Sgarbi.

“Non mi aspettavo di trovare la città ancora in queste condizioni” ha commentato, mentre il sindaco spiegava nei dettagli le pesantissime problematiche legate alla ricostruzione.

“Parlerò direttamente con Berlusconi – ha proseguito – per dirgli come la penso. L’Aquila è una priorità. Non è neppure una questione politica, è un fatto logico. C’è un territorio completamente distrutto da rimettere in piedi e uno Stato degno di questo nome deve occuparsene per forza. Non si possono spendere soldi per opere inutili come il Ponte sullo Stretto (“un ponte che collega due Mafie”, lo ha poi definito con feroce ironia, ndr), e procedere con lentezza in un caso complesso e drammatico come quello dell’Aquila”.

Il “tour” è stato condito da strette di mano ai passanti e rapide analisi fornite da chi il terremoto lo ha subìto in prima persona e da chi, come Sgarbi e il giornalista Carlo Vulpio, lo ha conosciuto dopo le 3.32.

“Siamo tutti d’accordo nel definire prioritaria la questione aquilana – ha detto Vulpio – Nei momenti decisivi, uno Stato deve essere capace di mettere in campo non soltanto soldi, ma anche volontà e concretezza”.

Gli ospiti hanno avuto modo di entrare anche all’interno di alcuni palazzi storici devastati come palazzo Rivera, in passato sede di alcuni uffici della prefettura, sul cui stato ha fatto il punto il consigliere Rivera, diretto interessato per ragioni familiari.

Di ritorno in piazza Duomo, Sgarbi ha voluto riassumere il suo pensiero ai giornalisti al seguito.

“I problemi di bilancio vanno messi da parte di fronte a certi eventi. La presenza di Gianni Letta e la ragion di Stato del premier, Silvio Berlusconi, devono aprire la strada verso lo sblocco di una vicenda al momento immobile. I dubbi e le incertezze del sindaco Cialente sono assolutamente condivisibili”.

IL CRITICO VUOLE L’AQUILANO MARIANI ALLA BIENNALE DI VENEZIA

L’AQUILA – Vittorio Sgarbi vuole “acquistare” il pittore e scultore aquilano Marcello Mariani per la prossima Biennale di Venezia.

L’indiscrezione è stata confermata durante la visita di oggi nella “zona rossa” dell’Aquila dello stesso Sgarbi, che curerà il “Padiglione Italia” della storica manifestazione culturale veneziana, una delle più importanti del mondo.

Il controverso critico d’arte con trascorsi politici e televisivi ha passato in rassegna le zone più colpite del centro storico del capoluogo abruzzese, accompagnato dal sindaco, Masssimo Cialente e dal consigliere comunale Pd, Vincenzo Rivera, prima di fare visita alla mostra del celebre artista aquilano.