CASTEL DI SANGRO – Sfrecciano con lo scooterone rubato sotto il naso dei carabinieri, non si fermano all’alt dei militari e vengono acciuffatti dopo un inseguimento durato quasi sei ore.

È accaduto alle prime ore della mattinata: a finire in carcere con l’accusa di ricettazione un ragazzo di 26 anni di Lanciano (Chieti), mentre la donna che era in sua compagnia è stata denunciata.

Il giovane, intorno alle 2.30, stava percorrendo la strada statale 17 alla guida di un motociclo Piaggio Beverly 500, insieme a una 24enne, anche lei di Lanciano, quando non si è fermato all’alt imposto dai carabinieri di Castel di Sangro (L’Aquila) durante un posto di controllo.

Alla vista dei militari, il conducente del motociclo ha aumentato l’andatura del mezzo tentando di sfuggire ai carabinieri, i quali hanno dato luogo a un concitato e prolungato inseguimento fino allo svincolo per Pescocostanzo, dove i due hanno abbandonato lo scooterone sul ciglio della strada, dandosi alla fuga a piedi nelle campagne circostanti.

A quel punto è stata avviata una massiccia azione di rastrellamento della zona fino ai confini con la provincia di Chieti: finalmente, intorno alle 8, la pattuglia della stazione carabinieri di Pescocostanzo, li hanno trovati in località Sant’Antonio, dove si erano nascosti approfittando della fitta vegetazione.

Una volta scoperti, i due giovani hanno tentato un’ultima disperata fuga.

I militari, quindi, hanno intrapreso un ulteriore inseguimento, questa volta a piedi, che si è protratto per alcuni chilometri, sino alla località “Pizzo di Coda” confinante con il comune di Palena (Chieti).

La coppia, vistasi raggiunta, si è arresa ai carabinieri, i quali successivamente hanno accertato che il motociclo a bordo del quale viaggiavano era stato rubato il 25 giugno a Chieti.

Il giovane è stato tradotto presso il carcere di Sulmona (L’Aquila), mentre la ragazza è stata denunciata in stato di libertà alla procura della Repubblica per concorso nel reato di ricettazione.