L’AQUILA – “Cesare D’Alessandro e gli altri firmatari, facciano un favore a loro stessi e agli abruzzesi: si ‘autosfiducino’, prima che lo facciano per loro gli elettori”.
Questo il primo commento del gruppo del Popolo della libertà in Regione Abruzzo, sul documento delle opposizioni con il quale si chiede la sfiducia del presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano.
“Questo atto – dicono il capogruppo Lanfranco Venturoni e il portavoce Riccardo Chiavaroli – è il segno tangibile di una opposizione allo sbando che, oramai, travolta dagli insuccessi politici in Abruzzo, comincia persino ad attaccare sul piano istituzionale”.
“E dispiace oltretutto constatare – attaccano – che le forze di minoranza in Regione, oramai, accettino tutte di adeguarsi supinamente a comportamenti ‘veterodipietristi’ che nemmeno lo stesso Di Pietro oramai utilizza più”.
“La mozione di sfiducia – proseguono Chiavaroli e Venturoni – non solo è infondata nel merito e nella forma, ma rischia di incrinare il clima di reciproco rispetto che mai come oggi aveva caratterizzato le attività del Consiglio regionale”.
“Sul contenuto, poi, è semplicemente incredibile leggere le accuse rivolte al presidente Pagano, al quale – concludono gli esponenti del gruppo Pdl – non solo riconfermiamo stima e apprezzamento, ma a cui crediamo sia riconosciuta, da chiunque non abbia pregiudizi politici irrazionali, capacità, autorevolezza e assoluto rispetto delle regole, delle istituzioni e di tutte le forze politiche”.






