ATESSA – Aumentano i consensi per la “linea dura” adottata dalla Fiom-Cgil alla Sevel di Atessa (Chieti) contro il lavoro straordinario nella fabbrica più grande d’Abruzzo (6.200 lavoratori).

Per il secondo sabato di fila ci sarà sciopero, e stavolta aderiranno anche Failms-Cisal e gli ex Cobas riuniti nell’Usb.

Non si placano insomma le polemiche per la fabbrica che solo pochi giorni fa ha festeggiato il traguardo dei 4 milioni di furgoni prodotti.

Note le motivazioni alla base dello scontro. Non è stato saldato il premio di produzione 2009 (600 euro), non sono stati riassunti i 1.500 precari licenziati quando scoppiò la crisi economica, in più Federmeccanica ha disdetto il contratto nazionale dei metalmeccanici nel 2009.

Dopo il primo sciopero, la Fiom aveva teso la mano alla Fiat per cercare di instaurare una trattativa: nessuno ha risposto.

“E allora noi confermiamo lo sciopero – spiega Marco Di Rocco, segretario provinciale Fiom – anche se voglio ribadire la nostra apertura al dialogo”.

Sabato scorso fu guerra di cifre tra azienda e sindacati riguardo all’adesione, con tesi che oscillavano dal 20 al 70 per cento. C’è da scommettere che anche stavolta andrà allo stesso modo.

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