PESCARA – Pescara gioca bene e subisce tre gol dall’Inter.
Dov’è la sorpresa? Se schieri quattro difensori che sono gli stessi che hanno giocato in B subendo 55 (!) reti come pensi di potercela fare contro l’attacco dell’Inter?
Una domanda che si dovrebbero porre Daniele Sebastiani e e Daniele Delli Carri mentre hanno ancora tempo per correre ai ripari.
Tutti parlano ancora di un attaccante esterno, e nessuno che si preoccupi di un altro difensore di qualità e di un centrocampista interditore, visto che quelli che abbiamo sono tutti votati a costruire per l’attacco.
Sono convinti, i nostri dirigenti, che tra un mese avremo una squadra capace di combattere alla pari con tutte le altre e che sarà capace di guadagnarsi la permanenza in serie A.
Chi più contento del tifoso biancazzurro se questa speranza si tradurrà in realtà! Ma il calcio ha le sue regole che vanno rispettate: difesa compatta, centrocampo capace di difendere e di attaccare, attacco abile nello sfruttare le occasioni che si creano per opera dei centrocampisti e degli stessi avanti.
Per fortuna, oltre alle ombre nella partita ci sono state alcune luci: Weiss, un innamorato del pallone, che cerca e segue in ogni parte del campo. Deve disciplinarsi un po’ tatticamente e poi potrà anche far male agli avversari.
Caprari è già in buona forma, Cascione è da serie A, Quintero è un funambolo e sa vedere il gioco. Insomma, ci sono le premesse perché la squadra faccia bene, ma deve essere completata.
Si vede che Giovanni Stroppa ha già saputo dare del suo alla formazione, che comincia a far intravvedere movimenti abbastanza interessanti, ma deve studiare ancor più e meglio le caratteristiche dei suoi e dare un modulo che sfrutti le loro competenze e le loro capacità.
Assurdo dire gioco con il 4-3-3 oppure con il 4-3-2-1 o con qualsiasi altro modulo vi venga in mente. I moduli sono l’espressione della capacità di movimento dei giocatori disponibili e delle realtà dell’avversario.
Gli uomini in campo non sono “pioli” che pianti nel terreno, ma atleti in movimento, spinti da dinamiche fisiche e intellettive che non possono essere ristrette nell’ambito di un modulo presentato a priori sul tavolino degli schemi.
Un fatto certo è che il Pescara il suo campionato non se lo gioca con Inter, Milan, Juve, Roma e Napoli, ma di certo non può e non deve sbagliare troppo nelle altre partite, altrimenti la sua sarà una comparsata e nulla più, che farà infelici i tifosi e renderà solo soddisfazioni di vario genere ai dirigenti o a chi li rappresenta.
Ora arriverà il Torino, sabato prossimo, a dirci qualche cosa in più rispetto alla forza del Pescara e, per fortuna, ci sarà poi una pausa interessante per mettere a punto alcune situazioni di “amalgama”, sempre che le nazionali non ci tolgano elementi che dovrebbero lavorare per integrarsi positivamente nel gruppo biancazzurro.






