ROMA – “Sono nato e cresciuto calciando, il pallone è stato il mio primo regalo e non potrei immaginare una vita senza. Il calcio è una tradizione di famiglia: quando ero piccolo mio papà e mio zio mi portavano in giro per gli stadi, ho respirato subito quell’aria e ho sempre sognato di fare il calciatore”.

Così Matteo Cichella, centrocampista classe 2025 del Frosinone e dell’Italia Under 21, in conferenza stampa. Suo padre, come riporta il Corriere dello sport, è nato a Silvi (Teramo), che dista 17 chilometri dallo stadio Adriatico di Pescara, dove il 5 ottobre si giocherà Italia-Polonia, sfida con ogni probabilità decisiva per le qualificazione diretta agli Europei di categoria: “Poter giocare a casa, dove sono cresciuto, tutte le estati, sarà bellissimo”.

Cichella e i segreti del Frosinone: “Gruppo giovane e unito, si respira aria sana e pulita”. Cresciuto nel settore giovanile della Roma, Cichella è uno dei cinque calciatori del Frosinone che Baldini ha chiamato per le ultime due gare di qualificazione all’Europeo Under 21: “Sono felicissimo per la convocazione. La aspettavo da tanto tempo e sono orgoglioso che sia arrivata in questo momento e durante questa annata. Lo scorso anno abbiamo vissuto emozioni indescrivibili e ce la siamo goduta anche grazie a un gruppo giovane e unito, nel quale si respirava aria sana e pulita. Oggi stiamo affrontando la Serie A, che è tutt’altra cosa. Cambiano gli ambienti, gli stadi e il livello dei giocatori, ma ci siamo adattato bene e l’avvio di campionato ne è la dimostrazione”. Foto Corriere dello sport