PESCARA – “È un emendamento che è stato presentato insieme ad altri cento e che io non ho valutato, per essere sinceri. Stamattina ci siamo accorti della abnormità di questo emendamento, è stato assolutamente un errore”.

Così ai microfoni di Radio24 il senatore abruzzese del Popolo della libertà, Paolo Tancredi (nella foto), si è giustificato dopo aver presentato da primo firmatario in commissione Bilancio un emendamento alla manovra che ha suscitato scalpore nel mondo politico.

Il provvedimento chiedeva infatti la riapertura del condono edilizio varato nel 2003 per gli abusi realizzati entro il 30 marzo 2010, termini poi spostati in una seconda versione che prevede la riapertura dei termini per il condono fiscale del 2002 per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2008: bocciata anche questa.

Lo schieramento di centrodestra ha preso le distanze a tutti i livelli, e Tancredi ha dovuto fare mea culpa. “È una cosa – ha ammesso – che non ha nessun senso. Bisogna precisare che un condono così a maglie larghe non è mai venuto in mente a nessuno che io conosca. Ripeto, nella firma di centinaia di emendamenti è sfuggito”.