L’AQUILA – “La Regione Abruzzo può e deve garantire nuovi posti per le Scuole di Specializzazione dell’Aquila”.
È quanto ha dichiarato il vice-sindaco dell’Aquila, con delega alla Sanità, Guido Quintino Liris.
“L’Osservatorio nazionale – ha proseguito – ha restituito le Scuole di specializzazione in Cardiologia, Neurologia e Pediatria ma, ahimè, ha riconosciuto un solo posto per ognuna. A dire il vero anche nel resto d’Italia le Specialistiche ‘sanate’ hanno visto il riconoscimento minimo dei posti (uno solo), ma non tutte le Regioni si stanno comportando come l’Abruzzo”.
“La nostra Regione ha la competenza politica e la possibilità economica di garantire la copertura di posti aggiuntivi rispetto a quelli statali, così come hanno provveduto a fare Marche, Toscana, Sicilia, Lombardia, Campania ed altre. Alcune Scuole di Specializzazione non possono permettersi di avere un solo posto, – ha concluso il vice-sindaco – non sarebbero sufficientemente attrattive per i giovani che dovranno optare o meno per il nostro Ateneo, e non riuscirebbero a svolgere il ruolo di assistenza sanitaria che storicamente hanno garantito all’interno del sistema Sanità del nostro territorio”.
Liris, insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, hanno chiesto “equità e congruità nell’assegnazione dei posti da assegnare alle scuole di specializzazione cardiologia, neurologia e pediatria di cui l’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica ha stabilito il ripristino presso l’Università degli studi dell’Aquila”, già nei giorni scorsi.
Lo hanno fatto con una lettera inviata ai ministri della Salute e dell’Istruzione, università e ricerca, rispettivamente Giulia Grillo e Marco Bussetti, al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e alla rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, ma il rischio non è stato scongiurato.



