L’AQUILA – Polemica infinita tra il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assessore comunale Stefania Pezzopane, sulla vicenda del piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici nel territorio abruzzese, questione che è stata al centro di una puntata della trasmissione Report di Rai3 condotta da Milena Gabbanelli.

“Continua senza sosta l’attività di disinformazione del sindaco dell’Aquila e dell’assessore Pezzopane a proposito del Piano ‘Scuole d’Abruzzo – Il Futuro in Sicurezza’ – ha affermato Chiodi – Si è più volte ribadito, e lo si farà sino a quando tutti lo comprenderanno, che tutte le scuole d’Abruzzo, colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, saranno recuperate e ricostruite, dotando l’intera Regione di un patrimonio scolastico a prova di terremoto. Questo sarà possibile solo se si recupererà maggiore tranquillità e senso istituzionale da parte di tutti, abbandonando inutili e dispendiose polemiche, basate su inesattezze”.

“Spiace constatare – hanno replicato Cialente e la Pezzopane – che, in una battaglia per la città e su una questione che ha fatto indignare tutto il Paese, – si legge nel documento – ancora una volta il commissario dimostri di essere contro la città dell’Aquila e che, nel suo impegno ad ore per la ricostruzione, non abbia ancora capito da che parte stare. Noi non abbiamo detto inesattezze, purtroppo ad essere ‘inesatte’, per usare un eufemismo, sono le procedure”.

LA NOTA DI CHIODI

“Continua senza sosta l’attività di disinformazione del sindaco dell’Aquila e dell’assessore Pezzopane a proposito del Piano ‘Scuole d’Abruzzo – Il Futuro in Sicurezza’. Si è più volte ribadito, e lo si farà sino a quando tutti lo comprenderanno, che tutte le scuole d’Abruzzo, colpite dal terremoto del 6 aprile 2009, saranno recuperate e ricostruite, dotando l’intera Regione di un patrimonio scolastico a prova di terremoto. Questo sarà possibile solo se si recupererà maggiore tranquillità e senso istituzionale da parte di tutti, abbandonando inutili e dispendiose polemiche, basate su inesattezze”.

Dal punto di vista tecnico è il responsabile della segreteria del commissario, Antonio Morgante, a puntualizzare: “Rispetto a quanto apparso sulla stampa da qualche giorno a questa parte, l’assunto secondo il quale all’Aquila siano andati solo 3 milioni di euro per le scuole non corrisponde a verità: al finanziamento previsto dal decreto 61 va aggiunto quello previsto dal secondo piano stralcio degli edifici pubblici, per un importo complessivo di quasi 44 milioni di euro.

“Infatti – precisa – il Provveditorato alle opere pubbliche, nella fase di istruttoria del decreto 61, ha formalmente comunicato al commissario la necessità di intervenire sull’edificio scolastico ex Irre Abruzzo per 200 mila euro, sul ripristino dell’Accademia delle belle arti per 300 mila euro, sul conservatorio di musica di Collemaggio per 18 milioni di euro e infine per il Convitto nazionale con 22,5 milioni; per un importo complessivo di 41,2 milioni di euro”.

“Di tali interventi – prosegue – solo quello relativo all’edificio ex Irre è stato inserito nel decreto 61, mentre per l’Accademia delle belle arti si è deciso di soprassedere in quanto l’attività istruttoria era ancora in corso, mentre sia per l’edificio del conservatorio che per quello del Convitto, il finanziamento è stato richiesto a valere sui fondi Cipe destinati agli edifici pubblici per una spesa complessiva pari a 40,7 milioni, a dimostrazione che gli interventi sulle scuole che riguardano il comune dell’Aquila e tutti i comuni del cratere possono essere finanziati anche dai fondi generali della ricostruzione”.

“Da ciò consegue che tutte le necessità del cratere in materia di edilizia scolastica possono essere finanziate integralmente: è fuorviante e destabilizzante parlare e scrivere di aver impiegato impropriamente i fondi destinati alle scuole dell’Abruzzo che invece dovevano restare all’Aquila”.

Morgante, inoltre, precisa che: “L’Aquila non dovrà accontentarsi dei Musp per il futuro. Va premesso che lo sforzo per realizzarli è stato comunque enorme, pari al 50 per cento delle risorse per esempio destinate alle scuole dell’Abruzzo intero. Già su molti edifici scolastici dell’Aquila sono stati fatti interventi per la riparazione e messa in sicurezza, impiegando una somma complessiva pari a oltre 30 milioni di euro”.

Morgante prosegue: “A questa dovrà aggiungersi la somma sopra ricordata pari a 44 milioni di euro e l’Aquila avrà bisogno per ricostruire il patrimonio edilizio scolastico: ciò necessita che il Comune dettagli in modo chiaro le necessità”.

Inoltre, il responsabile della segreteria del commissario afferma che: “Non è vero che il Provveditorato abbia smentito le dichiarazioni del commissario per la ricostruzione, il provveditore aggiunto Giancarlo Santariga ha dichiarato che per la preparazione dell’elenco delle scuole da inserire nel decreto 61 (9 per la provincia dell’Aquila di cui 4 per l’Aquila) si è servito del competente ufficio regionale, facente capo alla direzione Lavori pubblici, che ha un database aggiornato e puntuale sulla consistenza e stato dei relativi edifici”.

“È bene evidenziare – continua – che il Provveditorato ha contribuito in parte alla definizione di tutti gli interventi poi compresi nel decreto 61, gli altri, infatti, sono stati definiti secondo il censimento degli edifici pubblici operato dal commissario nell’estate del 2009 e in base alle esigenze segnalate formalmente dagli enti proprietari”.

Riguardo alla vicenda del finanziamento concesso a Castel del Monte (L’Aquila), Morgante afferma che “è strumentale ritenere paradossale la questione del Comune di Castel del Monte: l’amministrazione aveva fatto richiesta di un finanziamento per 300 mila euro il 15 febbraio scorso. Sulla base di ciò il decreto 61 ne ha previsto il finanziamento”.

“Solo successivamente – spiega – e in data 20 luglio il Comune ha evidenziato che trattasi di un intervento su un edificio non più destinato a scuola. All’esito di tale circostanza l’intervento verrà stralciato attraverso un prossimo decreto del commissario”.

Il commissario Chiodi, inoltre, evidenzia che: “è destituita di ogni fondamento la ventilata ipotesi del sindaco Cialente ritenere che le scelte del decreto 61 siano state fatte con metro politico. Unico criterio è stato e sarà quello della sicurezza degli studenti, di tutti gli studenti dell’Abruzzo. Avendo assicurato copertura finanziaria al piano ‘scuole d’Abruzzo’ e a tutti gli interventi all’interno del cratere che sono stati fatti e che dovranno essere fatti, ho dato il segnale che la politica può risolvere in modo efficace uno dei problemi di arretratezza del nostro sistema infrastrutturale. Forse è questo che solletica più di ogni altra cosa l’accanimento disinformativo del Partito democratico aquilano”.

Sugli interventi ancora da eseguire il commissario conclude: “Mi sento di consigliare al sindaco e all’assessore, infine, in luogo di promuovere campagne strumentali e polemiche, di lavorare sodo per presentare rapidamente un dettagliato piano di interventi su quelle scuole dell’Aquila che aspettano di essere riparate o ricostruite. I fondi ci sono: tanto più rapida e efficace sarà la loro capacità progettuale, tanto prima potranno essere sostituite le strutture provvisorie”.

LA REPLICA DI CIALENTE E PEZZOPANE

L’AQUILA – “In una giornata in cui scienza e cultura avevano dominato la scena aquilana, con uno straordinario Consiglio comunale che ha ribadito il valore del nostro patrimonio formativo, e nonostante il clima particolare ci avesse distratto dalle mancanze del commissario e della sua struttura, le parole di Chiodi ci costringono a ricordarcele”.

Inizia così la replica sui fondi alle scuole al presidente della Regione, Gianni Chiodi, da parte del sindaco, Massimo Cialente, e dell’assessore Stefania Pezzopane.

“Sulla vicenda dei fondi alle scuole – affermano in una nota congiunta – al commissario Chiodi ribadiamo, in primo luogo, l’invito ad un confronto pubblico, in piazza Duomo, alla presenza di studenti e cittadini. Nel merito della questione siamo, nostro malgrado, costretti a intervenire sui vari punti sollevati dal commissario e dal capo della sua segreteria”.

“Spiace constatare che, in una battaglia per la città e su una questione che ha fatto indignare tutto il Paese, – si legge nel documento – ancora una volta il commissario dimostri di essere contro la città dell’Aquila e che, nel suo impegno ad ore per la ricostruzione, non abbia ancora capito da che parte stare. Noi non abbiamo detto inesattezze, purtroppo ad essere ‘inesatte’, per usare un eufemismo, sono le procedure”.

“La dimostrazione più stringente che il decreto 61 del commissario, vale a dire quello sui fondi alle scuole – aggiungono Cialente e Pezzopane – conteneva illegittimità e gravissimi errori, la dà, infatti, proprio il responsabile della segreteria del commissario, Antonio Morgante, il quale ammette che l’intervento per l’edificio di Castel del Monte verrà stralciato (e pensiamo che non sarà il solo) attraverso un prossimo decreto dello stesso Chiodi”.

Il sindaco e l’assessore affermano che “nel fare l’elenco degli edifici finanziati, poi, Chiodi ci invita a nozze poiché non fa che confermare quanto da noi denunciato; infatti nessuno degli interventi che cita è di proprietà del Comune dell’Aquila. Ovvero il commissario e il suo portavoce ribadiscono che dei 41 milioni di euro stanziati in totale per i quattro edifici elencati, non un centesimo arriverà al Comune dell’Aquila che pure, tra scuole primarie, dell’infanzia, medie e asili nido, ha un patrimonio di oltre 50 edifici da ristrutturare: è evidente, pertanto, quale grave disparità si sia consumata ai danni della comunità aquilana, la più colpita dal sisma, che ha avuto meno della metà di quanto assegnato al Comune di Magliano de’ Marsi, il cui vice sindaco è, guarda caso, proprio Antonio Morgante“.

“Ricordiamo a Chiodi, inoltre, – continua il documento – che l’assessore comunale Vladimiro Placidi, già a ottobre 2010, gli aveva inviato un dettagliatissimo piano di interventi da effettuare con la massima urgenza su edifici di proprietà del Comune per la ricostruzione e la messa in sicurezza: in quell’elenco solo gli interventi per le scuole ammontavano a oltre 50 milioni di euro. A quella richiesta peraltro sono seguite altre proposte e sono stati sollecitati più volte incontri per l’inserimento di questi interventi nei programmi del commissario”.

“Non abbiamo tuttavia mai avuto risposte – sottolineano il sindaco e l’assessore – tanto che ci è venuto il dubbio che il commissario non legga la posta, o quantomeno non legga quella proveniente dal Comune dell’Aquila. Quanto alla questione dei Musp, è il commissario Chiodi che li cita ogni qualvolta si parli di scuola”.

“Approfittiamo dunque – si apprende nella nota congiunta – per ricordargli che la manutenzione di queste strutture è costosissima e sta pesando in maniera insostenibile sui bilanci dei Comuni e della Provincia, tanto è vero che, sulla questione, abbiamo avuto nei giorni scorsi un incontro dai toni allarmanti con il prefetto Giovanna Maria Iurato”.

“Ringraziamo Morgante – prosegue il documento – per aver confermato quanto da noi dichiarato circa il fatto che il provveditore aggiunto ai Lavori pubblici di Lazio, Abruzzo e Sardegna, Giancarlo Santariga, abbia agito sulla base di un elenco fornito dalla Regione e non certo su propria iniziativa.

Secondo Cialente e Pezzopane, “quanto alla presunta polemica strumentale sull’edificio di Castel del Monte, ribadiamo che il commissario ha dichiarato, peraltro senza ancora farlo, di depennare l’intervento solo dopo la denuncia della trasmissione Report e pertanto ben dopo la data, da lui stesso citata, del 20 luglio 2011, quando cioé si sarebbe accorto che l’edificio in questione non ospita più una scuola”.

“Chiodi – si legge ancora nella nota – dovrebbe anzi chiedere scusa al sindaco di Castel del Monte per averlo preso in giro, dal momento che, essendo il Comune nel cratere sismico, quell’edificio va certamente recuperato, ma non certo attraverso i fondi delle scuole. E Chiodi questo lo sapeva. Visto però che lui e Morgante sono tornati sull’argomento, ci chiediamo perché siano stati così distratti per alcuni Comuni e tanto solerti invece nell’eliminazione delle schede inviate dal Comune dell’Aquila che riguardavano ex edifici scolastici oggi adibiti ad altro uso”.

Per Cialente e la Pezzopane “l’accanimento disinformativo e difensivo del commissario Chiodi inquieta i cittadini aquilani, non la politica aquilana, cosa ben più grave. Quanto all’invito a lavorare siamo costretti a ricordare a Chiodi che il piano degli interventi sulle scuole dell’Aquila è pronto da tempo, come saprebbe se solo leggesse le carte che gli mandiamo, ed è un piano ben più dettagliato delle modeste e approssimative schede progettuali inviate da molti Comuni allo stesso commissario e da questi poi inserite nel piano delle scuole, salvo essere successivamente costretto a fare un passo indietro”.

“Ancora una volta, dunque – affermano sindaco e assessore – due pesi e due misure. I progetti del Comune dell’Aquila, come abbiamo già detto, Chiodi ce li ha dal 2010, ma non li guarda”.

“Quanto ai buoni intendimenti e alle encomiabili intenzioni del commissario rispetto alla messa in sicurezza di tutte le scuole della regione – conclude la nota congiunta – gli suggeriamo di non enunciarle a noi, ma di spiegarle alla commissione dei fondi Cipe e al Parlamento, che quei fondi li hanno stanziati per i danni del terremoto e non per altri, per quanto illuminati, progetti”.