ROMA – “Noi continuiamo a segnalare un problema di trasparenza, nel senso che c’è qualcosa che non torna rispetto alle cifre del ministro Patrizio Bianchi. Gli Uffici scolastici regionali non hanno quei dati, ne posseggono specifici all’interno del proprio contesto territoriale. Un grosso problema di comunicazione, in quanto i dati non passano attraverso gli Uffici regionali ma vengono comunicati di fatto dalle scuole direttamente al Ministero. Detto questo, ci sono anche ulteriori cifre che potrebbero essere fornite, mi riferisco, per esempio, al ricorso delle supplenze, ma anche ad altre difficoltà riscontrate. Per noi sarebbe utile una comunicazione più trasparente, con dati effettivi rispetto ai diversi contesti territoriali, in modo tale da far emergere le maggiori problematiche e quindi intervenire lì dove c’è più bisogno con forme di sostegno che garantiscano innanzitutto la sicurezza”.
È quanto dichiara all’Adnkronos Luca Redolfi, coordinatore dell’Unione degli Studenti.
“Dopo due anni di pandemia – continua Redolfi – ci troviamo ancora a discutere delle stesse problematiche, un segnale abbastanza grave se pensiamo che in questo lungo periodo due ministri differenti non sono stati in grado di colmare le lacune strutturali della scuola, dal trasporto pubblico all’edilizia scolastica fino alle classi affollate. Un segnale ancor più grave se si considera che non si va nemmeno nella direzione di una risoluzione”.
“Noi da tempo abbiamo segnalato quelli che sono i problemi strutturali della scuola. Non solo. Abbiamo anche fatto presente che la crisi in atto – sottolinea Redolfi – andava colta come occasione per riflettere e ripensare il sistema educativo (didattica, valutazione, benessere psicologico degli studenti), abbiamo provato a discutere di diritto alla studio prima con Azzolina, poi con Bianchi. Ci avevano promesso dei tavoli che però non sono mai stati realizzati. Così, ora, dal 18 al 20 febbraio abbiamo lanciato gli Stati Generali della scuola insieme a tante altre organizzazioni sociali del Paese. È giunto il momento di una riflessione collettiva sul ruolo sociale e politico della scuola”.






