L’AQUILA – Protesta dei docenti del liceo Scientifico “Bafile” dell’Aquila contro i tagli alla scuola pubblica varati dal governo.
Un taglio che, dicono i prof, è un “colpo mortale allo Stato di diritto”.
LA NOTA COMPLETA
I docenti del liceo Scientifico “Andrea Bafile” dell’Aquila non sono più disposti ad accettare supinamente la decisione governativa di imporre nuovi sacrifici e tagli alla scuola statale italiana (237 milioni nel 2012/2013 e 721 milioni a regime dal 2014) a fronte di uno stanziamento di 223 milioni di euro a favore della scuola paritaria.
La scuola pubblica statale ha già subito un pesante ridimensionamento di fondi e risorse negli anni scorsi ed è stata oggetto della riforma Gelmini con seguenti effetti:
Orario di cattedra a 18 ore e impossibilità di sostituire i docenti assenti.
Aumento del numero massimo di alunni per classe (da 25 a infinito) ed evidente sovraffollamento
delle classi.
Tagli nel monte ore di un gran numero di discipline (con aumento del numero di classi per docente), eliminazione di alcune discipline e quindi tagli di personale con conseguente minore approfondimento di alcune discipline e totale scomparsa di alcune di esse.
Mancato rinnovo del contratto scaduto nel 2009 e blocco delle progressioni di carriera che stanno determinando un generale appiattimento e una demotivazione diffusa del corpo docente.
Con il Governo Monti la scuola pubblica statale ha subito ulteriori aggravi a seguito della riforma che pure voleva l’incredibile innalzamento a 24 ore, senza aumento di stipendio, dell’orario di insegnamento dei docenti per coprire spezzoni o supplire docenti assenti, preludio del definitivo abbassamento della qualità dell’istruzione pubblica statale.
Copertura supplenze temporanee anche per altre classi di concorso rispetto a quella di insegnamento che implicano uno svilimento della professionalità e distruzione della continuità
didattica.
Annullamento del contratto di lavoro in materia di orario e retribuzione secondo una modifica unilaterale della disciplina del contratto nazionale di lavoro, che non è stato discusso con nessuna delle rappresentanze della categoria come la legge prevede, tramite una legge finanziaria.
Blocco dell’indennità di vacanza contrattuale.
Ricordiamo che l’orario di insegnamento nella scuola pubblica statale prevede settimanalmente:
25 ore di docenza nella scuola materna; 24 ore ( 22 più due di programmazione) nella scuola elementare; 18 ore di insegnamento nella scuola superiore di primo grado; 18 ore di insegnamento nella scuola superiore di secondo grado; 3/6 ore di insegnamento all’università.
La concessione (di un diritto!) dello scatto retributivo è arrivato sottraendo denaro ai Fondi scuola e a questo “regalino” (sulle spalle di studenti e famiglie!) si sono piegati alcuni sindacati che hanno motu proprio “revocato” lo sciopero generale del 25 u.s. e che invece ha avuto (ma la Tv di Stato cui paghiamo il canone non lo dice!) adesioni di personale Ata e docente come al liceo Scientifico di L’Aquila di oltre il 90%!
È arrivato il momento di opporci fermamente all’ennesimo tentativo di fare cassa effettuando pesanti tagli al bilancio della scuola pubblica statale con tutti i mezzi legali a nostra disposizione mentre la Germania della Merkel ha investito in 3 anni per la scuola oltre 8 miliardi di euro!
Detto ciò non intendiamo accettare lo status quo rinchiudendoci all’interno delle nostre aule e ignorando la richiesta generale di cambiamento che dall’esterno viene espressa a gran voce: la scuola deve cambiare ovvero migliorare.
Chiediamo la quantificazione settimanale dell’impegno orario effettivo per sgombrare il campo da valutazioni errate e improprie riguardo alla docenza che si intende limitata alle 18 ore frontali.
In tutti i Paesi occidentali, la docenza si esplicita in ore di insegnamento e ore spese in attività funzionali all’insegnamento e riconosciute in uno stipendio che appare significativamente superiore alle retribuzioni della scuola statale italiana.
Il rinnovamento della scuola deve partire dai ragazzi e dagli insegnanti e quella che appare latitante è una visione dell’importanza del ruolo educativo e formativo della scuola, della necessità di investimenti nella stessa per vincere la sfida della modernità e dell’imprescindibile bisogno di valorizzare e coinvolgere il corpo docente che costituisce la struttura portante per la formazione delle giovani generazioni di un Paese normale.



