L’AQUILA – “La revoca dell’appalto da parte del Comune dell’Aquila – disposta dai dirigenti e dai responsabili dell’intervento – non è frutto di scelte arbitrarie, ma si basa su elementi tecnici puntualmente riportati nella determinazione dirigenziale. Le opposizioni possono stare tranquille: la scuola si farà, e riusciremo a rispettare pienamente i tempi previsti dal Pnrr”.

Continua ad animare il dibattito politico la vicenda del polo scolastico di Paganica, frazione ad est dell’Aquila, con il capogruppo di FdI al Consiglio comunale, Leonardo Scimia, che replica ad un post del consigliere di opposizione, Paolo Romano, di L’Aquila Nuova, che sui social, tra le altre cose ha scritto: “evidenti le ripercussioni ed è evidente l’ennesima brutta pagina della Giunta comunale: voglio ricordare a tutti che il sindaco è il commissario all’edilizia scolastica e che nella campagna elettorale del 2017 fu proprio lui a individuarsi come risolutore immediato delle scuole della città dell’Aquila. È suo dovere spiegare ai cittadini cosa è successo nel cantiere di Paganica e quale potrà essere il nuovo cronoprogramma, se ci sarà la demolizione delle opere già realizzate, quando appronterà la variazione della spesa finalizzata a un nuovo quadro economico e dove verranno prese le ulteriori presumibili risorse finalizzate anche alla sottoscrizione di un nuovo contratto con la nuova ditta esecutrice”.

Il Tribunale dell’Aquila, nell’ambito udienza per il contenzioso civile tra il Comune dell’Aquila e l’impresa aquilana H Edilizia sull’appalto di circa 6 milioni di euro per la realizzazione della scuola di Paganica, che si è svolta il 10 luglio scorso, ha accolto l’ istanza di sospensione dei lavori e vietato l’abbattimento dei pilastri, la cui esecuzione è alla base della controversia, dopo che il comune ha revocato l’appalto alla H Edilizia e ha affidato i lavori alla seconda impresa in graduatoria, la ditta “Fratelli Di Nardo. H edilizia ha però fatto ricorso, e chiede risarcimenti superiori ai 3 milioni di euro. Il nuovo polo per oltre 700 alunni e studenti dalla primaria alla scuola secondaria, sorgerà  al posto del Teatro tenda, storica incompiuta e ora demolita, Il progetto è finanziato dall’Unione europea Next Generation EU, a valere sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e per accelerare i tempi contingentati, con fine cantiere entro giugno 2026.

Evidenzia Scimia: “Le dichiarazioni del consigliere Paolo Romano sembrano non cogliere la reale portata dei fatti che riguardano il nuovo polo scolastico di Paganica. La revoca dell’appalto da parte del Comune dell’Aquila – disposta dai dirigenti e dai responsabili dell’intervento – non è frutto di scelte arbitrarie, ma si basa su elementi tecnici puntualmente riportati nella determinazione dirigenziale. Non a caso, nella recente seduta della V Commissione, nessuno ha sollevato contestazioni né ha avuto nulla da eccepire sull’operato svolto: si tratta infatti di una questione squisitamente tecnica, che nulla ha a che vedere con la politica”.

“Va chiarito che, all’epoca dei fatti, l’ente ha avviato una procedura di accertamento tecnico riguardante pilastri realizzati in difformità rispetto alle previsioni progettuali, in un edificio destinato ad accogliere 375 bambine e bambini. In un ambito delicato come quello delle costruzioni, è doveroso agire con rigore: la sicurezza non può mai essere messa in secondo piano –  sottolinea Scimia – Alla luce delle criticità emerse, i tecnici comunali hanno ritenuto corretto intervenire. Parliamo di un avanzamento dei lavori pari al 6%, di cui solo il 4% è stato effettivamente validato dall’amministrazione”.

“È quantomeno singolare – prosegue – che Romano si erga a difensore d’ufficio di una ditta privata che, secondo la direzione dei lavori e i responsabili comunali, ha mancato ai propri obblighi contrattuali, risultando quindi inadempiente. La sua, più che una posizione politica, appare come una polemica pretestuosa e fuori luogo, anche nei confronti del direttore dei lavori. Non si può trasformare una vicenda tecnica e amministrativa, che riguarda la sicurezza pubblica, in un’arena di scontro politico”.

“Per questo – aggiunge – invitiamo tutti a rispettare i ruoli e a non oltrepassare i confini della legittima dialettica politica, riconoscendo il lavoro di quei professionisti e tecnici che, più di chiunque altro, si assumono oggi la responsabilità di ciò che viene costruito e che, in futuro, ricadrà sulle loro spalle. In questa stessa direzione si inserisce anche l’azione del Tribunale dell’Aquila che, com’è giusto che sia, ha scelto di approfondire le questioni emerse, entrando nel merito con gli strumenti a propria disposizione, nel pieno rispetto delle procedure. Un lavoro serio e doveroso, volto a fare chiarezza nel più breve tempo possibile, così da garantire le verifiche necessarie e consentire la ripresa ordinata e sicura dei lavori. Con l’amministrazione Biondi non ci sarà più spazio per leggerezze, negligenze o indulgenze nei confronti di chi non rispetta gli impegni assunti, soprattutto quando ciò comporta rischi per il bene più prezioso che una comunità possieda: i propri figli”.

“Vedremo se anche i comitati ‘mononucleo’, notoriamente vicini al Partito Democratico e sempre pronti a intervenire sui temi della sicurezza, sapranno essere coerenti e riconoscere la fermezza con cui l’amministrazione ha agito, magari prendendo le distanze dalle esternazioni del consigliere Romano. Temiamo che questo non accadrà – conclude – perché per alcuni l’unico obiettivo resta quello di contrapporsi all’amministrazione, anche a scapito dell’interesse pubblico. Ma possono stare tranquilli: la scuola si farà, e riusciremo a rispettare pienamente i tempi previsti dal PNRR”.

Il POST DI ROMANO

L’intervento del giudice che impedisce l’immediato abbattimento dei pilastri già realizzati, così come avrebbe voluto l’amministrazione, riflette la volontà del tribunale di garantire un iter trasparente e corretto. L’11 agosto segnerà un punto di svolta: sarà chiarito se il cronoprogramma potrà rimanere compatibile con le scadenze PNRR o se il contenzioso farà deragliare il progetto.
Fui (facile) profeta. Le preoccupazioni che avevo sollevato nelle scorse settimane sulla gestione dell’affidamento, i successivi dubbi emersi durante i lavori della V Commissione di Vigilanza e Controllo che ho richiesto subito dopo e che non sono stati fugati dal dirigente Roberto Evangelisti, trovano adesso piena conferma nelle parole e nei provvedimenti del Tribunale. Non si tratta di una polemica politica, come il sindaco avrebbe voluto che si credesse, ma di un richiamo alla serietà, alla correttezza amministrativa e al rispetto per una comunità che aspetta da anni una scuola sicura e moderna.

È chiaro che la V commissione di vigilanza e controllo deve riunirsi di nuovo e deve riunirsi al più presto per capire meglio la strada da affrontare e i tempi a cui andiamo incontro: sarebbe opportuno che il Sindaco vi partecipi almeno questa volta. Tra l’altro non capisco come alla figura del direttore dei lavori per la ricostruzione della scuola, si sia ora affiancata – dentro lo stesso procedimento – la figura del direttore dei lavori per l’abbattimento dei pilastri nella persona di Roberto Evangelisti: un fatto irrituale e sorprendente che se fosse vero sarebbe clamoroso.

È evidente che a questo punto non ci saremmo dovuti arrivare. È evidente che il tempo trascorso dal blocco del cantiere, dicembre 2024, sia un vulnus inaccettabile.

Sono evidenti le ripercussioni ed è evidente l’ennesima brutta pagina della Giunta comunale: voglio ricordare a tutti che il sindaco è il commissario all’edilizia scolastica e che nella campagna elettorale del 2017 fu proprio lui a individuarsi come risolutore immediato delle scuole della città dell’Aquila.

È suo dovere spiegare ai cittadini cosa è successo nel cantiere di Paganica e quale potrà essere il nuovo cronoprogramma, se ci sarà la demolizione delle opere già realizzate, quando appronterà la variazione della spesa finalizzata a un nuovo quadro economico e dove verranno prese le ulteriori presumibili risorse finalizzate anche alla sottoscrizione di un nuovo contratto con la nuova ditta esecutrice.

Le tante parole spese sull’edilizia scolastica cominciano a sbattere su un muro impossibile da evitare e sui tempi del PNRR da rispettare.

Rimane un gran dispiacere per Paganica e i paganichesi che si trovano ostaggio di errori che non sono imputabili a loro.