L’AQUILA – Una piccola fetta di giovani aquilani, questa mattina, è tornata a sedere dietro i banchi di scuola.

Sono i ragazzi dell’istituto “Rendina-Elena Di Savoia”, che comprende l’istituto tecnico industriale statale, gli istituti tecnici per attività sociali e l’istituto tecnico commerciale, che rispetto al programma ministeriale, che prevede la riapertura il 12 settembre, ha preferito iniziare le lezioni in anticipo.

È Luigi Lattanzi, professore dell’Itc, a spiegare ad AbruzzoWeb le motivazioni. “Se avessimo rispettato la tabella di marcia ufficiale avremo avuto poco tempo per gli scrutini”.

“Inoltre – continua – dobbiamo considerare che dopo il terremoto la città si è espansa geograficamente e gli studenti devono fare molta più strada per arrivare. Per questo abbiamo deciso di accorciare le ore, in modo che l’orario di ingresso e quello di uscita agevolino i ragazzi negli spostamenti”.

Riguardo i dati allarmanti di qualche mese fa che hanno rilevato una ‘fuga’ di studenti dal capoluogo di regione dopo il sisma, anche il docente conferma: “in tutta la provincia ne sono andati via circa 400 ragazzi”.

La decisione di anticipare i tempi, però, ha fatto storcere il muso ai ragazzi, che dopo tre mesi di vacanza hanno dovuto riattivare la sveglia.

“Non so perché dobbiamo rientrare prima – spiega Sara, studentessa dell’Itas – ammetto che la cosa non mi fa molto piacere”.

Lorenzo e Sviat, invece, sono al loro primo anno all’Itis, indirizzo Elettronica, e sono molto emozionati: “non conosciamo ancora gli altri compagni, adesso abbiamo voglia di iniziare a studiare e vedere la scuola”.

In attesa della prima campanella ci sono anche Alessia e Clara, che frequentano rispettivamente il quinto anno del linguistico e il terzo del biologico. Emozionate ma un po’ disorientate, ammettono: “stiamo girando intorno agli edifici perché non troviamo le nostre classi. Ogni anno è la stessa storia”.