CHIETI – Siamo agli sgoccioli, il nuovo anno scolastico è alle porte. Iniziano, o forse non si sono mai placate, le proteste contro la riforma Gelmini sui tagli alle scuole.

Presidi, insegnanti e addetti ai lavori si trovano in questi giorni ad affrontare le spese degli edifici che gestiscono e la pianificazione del nuovo anno scolastico con un fondo cassa impoverito.

Alessandro Marzoli, vice presidente del consiglio comunale di Chieti (Partito Democratico), scrive una lettera aperta alle famiglie e agli alunni teatini, in particolare agli studenti del Liceo Masci, che a causa della riforma Gelmini rischia di non poter riprendere regolarmente le lezioni, come era stato programmato.

Riceviamo e pubblichiamo:

“Nell’ augurare un buon inizio di anno scolastico a tutti gli studenti teatini desidero sottolineare con rammarico come a 2 giorni dalla data prevista per l’ apertura del Liceo Masci non è ancora certo se l’ attività didattica potrà riprendere regolarmente come programmato.

L’ avviso n. 1 a firma del Dirigente scolastico e presente sul sito web dello Scientifico Masci ( alle ore 10.00 di questa mattina ) dispone infatti che “ la ripresa delle lezioni, già prevista nel piano dell’ offerta formativa per lunedì 06.09.2010, è rinviata a data da stabilire “.

E’ con delusione e preoccupazione che bisogna poi constatare come ai quesiti posti nella mia interrogazione consiliare discussa nel Consiglio Comunale del 27 agosto 2010 il delegato del Sindaco non abbia fornito praticamente alcuna risposta sulla sicurezza del Liceo Masci e degli altri istituti scolastici teatini, salvo dire che non vi è pericolo di crollo, cosa peraltro già conosciuta dai documenti in nostro possesso.

Nessuna risposta sui problemi legati al sovraffollamento delle classi, al mancato rispetto delle norme antincendio e della normativa igienico-sanitaria che prevede uno spazio di 1,96 metri quadri per aula a studente.

Nessuna risposta chiara circa i rischi per la sicurezza di studenti, docenti e personale non docente alla ripresa dell’ attività didattica.

Nessuna risposta infine sulla possibile esistenza di altre criticità, negli istituti scolastici della nostra città, di gravità tale da impedire il regolare inizio delle lezioni.

In una scuola pubblica sempre più colpita da tagli e riduzione di risorse restiamo vicini agli studenti, alle famiglie e agli insegnanti. Essi non ricevono adeguate informazioni e sicurezze, ma solo preoccupazioni e precarietà in tutti gli ambiti del mondo dell’ istruzione e dei saperi”.