L’AQUILA – Non fa più i grandissimi numeri degli scorsi decenni, ma lo scoutismo all’Aquila continua a essere molto diffuso, coinvolgendo centinaia di bambini e ragazzi in sei gruppi di tre diverse associazioni, e tentando a fare da legante al frammentato tessuto sociale post-terremoto. Segnali di speranza tanto che, in controtendenza rispetto alla crisi, è nato da pochissimo anche un nuovo gruppo.
Amiterno 1 è il nome del nuovo gruppo Agesci del territorio aquilano che, nato a ottobre, comprende i comuni di Lucoli, Tornimparte, Scoppito, Pizzoli e le frazioni aquilane Sassa e Preturo.
Si è stabilito nell’ex asilo di Civitatomassa di Scoppito, che sarà per ora una sede provvisoria, “speriamo di trasferirci presto nella sede definitiva a Collettara”, spiega ad AbruzzoWeb Luca Taralli, capogruppo e fondatore insieme alla moglie Alessandra Seimonte.
Fondato solo un paio di mesi fa, il branco dei lupetti del nuovo gruppo scout del territorio registra già 25 bambini e 12 capi.
“Abbiamo percepito fin da subito l’entusiasmo delle famiglie e l’appoggio del vescovo e delle istituzioni locali – spiega Taralli – Abbiamo ricevuto richieste da parte di ragazzi più grandi e non escludiamo che, l’anno prossimo, possa formarsi anche il reparto degli esploratori”.
Nelle prime settimane del 2017 si terrà una festa di fondazione ufficiale del gruppo: “Sarà una cerimonia intima in cui avrà luogo anche la promessa di quattro nuovi capi”, svela il capogruppo.
Amiterno 1 non è l’unico gruppo Agesci presente sul territorio provinciale: nel capoluogo aquilano infatti sono attivi da decenni anche i gruppi L’Aquila 2, con sede nell’oratorio salesiano Don Bosco, e L’Aquila 3, che lo scorso 18 dicembre ha inaugurato la nuova sede in via Montereale.
“Posso dire che lo scoutismo all’Aquila mantiene una certa continuità nel tempo”, afferma Laura Tiboni, maestra dei novizi nel gruppo L’Aquila 2, che svela come “annualmente registriamo circa 60-70 ragazzi e 15 capi”.
A giudicare da questi dati il bilancio sembrerebbe positivo, ma “molti anni fa si contavano fino a 200 ragazzi”, ricorda Carla Placidi, figura storica del gruppo L’Aquila 3, che rimarca: “Lo scoutismo potrebbe essere un punto di riferimento importante per i giovani nella disorientante realtà aquilana”.
“Il metodo educativo dell’Agesci – continua la Tiboni – ha come obiettivo la crescita del ragazzo in modo che egli sia l’unico vero protagonista del suo percorso formativo ma che, allo stesso tempo, sappia conoscere e rapportarsi con la realtà che lo circonda”.
Lo scoutismo richiede molta dedizione: non solo da parte degli adulti responsabili dei gruppi, ma anche da parte dei ragazzi che sono impegnati in una o più riunioni settimanali, a seconda della loro età, e in altrettanti uscite mensili e campi di formazione.
“Le uscite e i pernottamenti fuori casa inducono i ragazzi a scoprirsi come persone autentiche nell’essenzialità della natura, lontani dagli eccessi e dal superfluo, concentrati solo su se stessi”, continua Laura, che è responsabile dei ragazzi del noviziato, ovvero durante il primo anno nella branca dei rover e delle scolte.
“Durante quello che noi chiamiamo Capitolo si crea un momento di approfondimento su un tema specifico per far emergere un loro punto di vista e sviluppare lo spirito critico che li renda liberi nelle loro scelte”, conclude.
Sono molte, dunque, le occasioni di riflessione e di crescita che lo scoutismo propone attraverso diversi strumenti educativi mirati alla formazione dei giovani come cittadini del mondo e operatori di pace.
“Il senso dello scoutismo è quello di fornire ai ragazzi gli strumenti per realizzare se stessi”, ribadisce la Placidi che, dopo quarant’anni negli scout continua a essere una figura costante e presente nella vita dei ragazzi di Agesci L’Aquila 3 e non smette di credere nella funzione sociale dello scoutismo.
“È sempre attuale e guida i ragazzi all’unione e alla collaborazione più che alla competizione”, prosegue ancora dice infatti, aggiungendo poi che “i nostri progetti educativi sono mirati alla scoperta di sé attraverso il contatto con la natura per formare cittadini onesti e propensi al servizio sociale”.
I gruppi Agesci realizzano la crescita dei loro ragazzi attraverso esperienze formative comuni tra entrambi i sessi secondo il principio cardine della coeducazione.
CONTATTI:
Agesci L’Aquila 3: https://www.facebook.com/agesci.aq3/
Agesci Amiterno 1: https://www.facebook.com/Amiterno1/
Anche l’associazione Cngei segue la stessa linea educativa, aggiungendo alle sue scelte associative anche la laicità, a differenza delle altre che sono invece di impronta cattolica.
Laicità “non significa che i nostri gruppi si dichiarino atei, ma che piuttosto realizza un’azione educativa indipendente da ogni credo religioso e aperta a ragazzi di qualunque etnia e fede”, fa notare Fabio Andreassi, capo unità degli esploratori dell’unico gruppo attivo sul territorio aquilano.
“Il Cngei si definisce come corpo scout laico e pluriconfessionale, che prescinde, dunque, dall’aspetto confessionale, ma non da quello spirituale”, rimarca.
Il gruppo Cngei dell’Aquila aveva sede in via del Guasto mentre oggi si ritrova in via Ficara presso Piazza d’arti.
“Dopo il terremoto del 2009 riscontriamo più difficoltà ad attrarre nuove iscrizioni per problemi logistici – ammette Andreassi – la realtà aquilana è cambiata e non riusciamo a decollare di nuovo”.
“Il Cngei, insieme all’Agesci, fa parte della Fis (Federazione italiana scout, ndr) – continua il capo – – a differenza della Fse, che pratica invece la cosiddetta intereducazione, dividendo i percorsi educativi di ragazzi e ragazze”.
CONTATTI:
Cngei: http://cngeilaquila.blogspot.it/?m=1
E proprio i gruppi Fse (Federazione scout d’Europa) del territorio aquilano sono due: L’Aquila 1, che si riunisce nella parrocchia di Pettino, e L’Aquila 2, che si appoggia, invece, alla parrocchia di San Sisto.
“A oggi registriamo la frequenza di un centinaio di ragazzi – dice Maria Gabriella Parisse, capo unità delle scolte del gruppo Aquila 1 – anche se la maggior affluenza si ha soprattutto nel branco dei lupetti e delle coccinelle, mentre molti meno sono i ragazzi che proseguono il percorso scout anche dopo i vari passaggi”.
Positivo il bilancio di quest’anno per il gruppo L’Aquila 2: “Ci sono stati 20 nuovi ingressi”, informa il capo gruppo Andrea Molinari.
I bambini si avvicinano a questo mondo soprattutto grazie al passaparola tra i compagni di classe e gli amici: “Spesso assistiamo all’ingresso di gruppetti di una stessa classe” continua Maria Gabriella “e molto si deve all’impegno costante degli educatori”.
Le attività dei bambini all’interno del branco sono infatti improntate al gioco, strumento educativo per eccellenza nelle fasi iniziali dello scoutismo.
“I ragazzi più grandi invece – spiega Molinari – affrontano tematiche impegnative in un confronto che li vede riflettere e crescere insieme”.
Molte sono le occasioni di incontro con altri gruppi regionali o nazionali: “Ogni due anni si tiene un incontro regionale a livello di singole branche – conclude Molinari – mentre ogni tre o quattro anni si organizzano incontri a livello nazionale”.
CONTATTI:
Fse L’Aquila 1: https://www.facebook.com/groups/638708982959073/
Fse L’Aquila 2: https://www.facebook.com/fselaquila.due/






