L’AQUILA – “Allo sciopero del 28 gennaio proclamato dalla Fiom, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici abruzzesi, ci sarà tutta L’Italia dei Valori Abruzzo: il segretario regionale, i consiglieri regionali, i giovani IdV, i dirigenti e gli eletti locali”.

Lo dichiarano nella nota congiunta il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’Italia dei Valori, e Carlo Costantini, Capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, per annunciare l’adesione dell’IdV  allo sciopero generale a Lanciano (Chieti).

“Dopo il referendum a Mirafiori – hanno aggiunto – rimangono aperte tre grandi questioni: la prima riguarda la reale rappresentanza dei sindacati e la democrazia nei luoghi di lavoro; la seconda la trasparenza del piano industriale Fiat e il reperimento delle risorse finanziarie; la terza riguarda la criminale assenza del governo Italiano che ha abbandonato i lavoratori a sé stessi”.

“Noi dell’Italia dei Valori – hanno continuato Mascitelli e Costantini – che abbiamo chiesto alla Fiat, fin dal primo momento, un piano industriale credibile per tutti gli stabilimenti italiani – da Mirafiori alla Sevel, a Termini Imerese – e il rispetto dei diritti fondamentali previsti dalla Carta Costituzionale, ricordiamo ancora una volta che essa è stata violata agli articoli 39 e 40 che parlano della Libertà. Siamo convinti anche che la ricerca, la progettazione, la produzione e tutte le grandi professionalità oggi in Fiat devono rimanere in Italia. I soldi pubblici non devono servire alla Fiat per andare all’estero”.

“Mentre in Abruzzo – hanno concluso – non passa giorno che non si apra una nuova crisi aziendale, dalla Golden Lady alla Procter, dalla Micron alla Marelli, solo per fare qualche esempio, noi dell’Italia dei Valori il  28 aderiremo allo sciopero, perché il nostro compito è anche quello di fare in modo che nessuno si debba sentire abbandonato, a comunciare dai 30 mila lavoratori che hanno perso l’occupazione nella nostra regione, dagli operai in cassa integrazione fino ai giovani precari che vengono lasciati a casa sempre più spesso”.