L’AQUILA – La croce processionale che per seicento anni è stata il fulcro delle celebrazioni solenni nella stupenda basilica del XII secolo di Sant’Eusanio Martire (nella foto) torna a brillare in tutto il suo antico splendore.

Il Capitolo di San Pietro in Vaticano, in collaborazione con la curia arcivescovile dell’Aquila e con il prezioso contributo della ditta “Forest Legnami” di Castel Madama (Roma), negli ultimi mesi ha effettuato un intenso lavoro di restauro, procedendo all’eliminazione dei depositi di polveri, sostanze grasse e patine di solfuro di argento accumulatisi sulle superfici, alla riparazione di eventuali danni meccanici e deformazioni plastiche ed, in ultimo, ad un trattamento protettivo con applicazioni di resina.

Opera di Amico di Antonio di Notaramico, il miglior orafo sbalzatore della scuola sulmonese attivo nei primi anni del Quattrocento, l’oggetto sacro ha una struttura a croce latina con terminazioni tribolate, poggiante su un complesso nodo a tre ordini sovrapposti in lamina di rame traforato e dorato, e arricchita lungo il profilo da una serie di trentuno sfere di diverse dimensioni; l’anima lignea è interamente rivestita da una lamina d’argento dorato lavorata a sbalzo e poi incisa.

La Croce Processionale di Sant’Eusanio Forconese, rimarrà esposta fino al 30 giugno nel museo del Tesoro della Basilica di San Pietro in Vaticano.