SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Sono scattate ieri sera le manette per due rumeni, ora in arresto con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Sherif Demirxhiu (68 anni), già pregiudicato, e di suo figlio Armando (19 anni, incensurato). Il padre svolgeva occasionalmente mansioni di operaio.
Già da diversi giorni i carabinieri del nucleo operativo di Sant’Egidio alla Vibrata stavano osservando un sospetto via vai di persone nei pressi dell’abitazione della famiglia rumena, in Italia già da diverso tempo.
Ma ieri sera è stata l’occasione giusta per i carabinieri di Sant’Egidio di mettere a segno un blitz, grazie ad un travestimento degli agenti, che si sono improvvisati tecnici dell’Enel, con tanto di tuta e casacchine, per entrare con più disinvoltura nell’abitazione. Ma soprattutto per evitare che venissero nascoste tracce di droga.
Quando una donna ha aperto la porta, il pregiudicato rumeno si è rivolto alla figlia di 12 anni in lingua straniera. Ma a nulla è valsa la corsa della ragazzina in un’altra stanza per cercare di prelevare da sotto il letto il corpo del reato. Dai tasche dei pantaloni della figlia di Sherif Demirxhiu sono infatti usciti ben 60 grammi di droga pura.
Durante la perquisizione sono stati prelevati 20 grammi di mannite, insieme ad attrezzi per preparare e confezionare le dosi, bilancino elettronico e tutto l’occorrente di plastica per termosigillare la coca. La droga era custodita nella valigia del padre insieme ai documenti di viaggio.
Ora per la ragazzina è partita la segnalazione dei carabinieri al tribunale dei minorenni dell’Aquila. Oltre alla detenzione a fini di spaccio c’è adesso per il pregiudicato anche l’aggravante di aver abusato di una minorenne.
L’operazione è stata condotta dal maresciallo Mario De Nicola del nucleo operativo dei carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata. In mattinata per padre e figlio si attende il processo per direttissima. Erminio Cavalli



