L’AQUILA – Un convegno sui 150 anni dell’unità d’Italia con il giornalista Rai Antonio Caprarica e una super conviviale tra le confraternite storiche: cova sotto la cenere, ma non si spegne il “fuoco” della tradizione aquilana di Sant’Agnese.
Oltre alla festa popolare, che si terrà domani sera in decine di ristoranti cittadini con la caccia alle cariche, a più di un anno e mezzo dal sisma comincia a riannodare i suoi fili anche il percorso di tradizione culturale che aveva intrapreso il culto della santa negli ultimi anni grazie all’azione delle congreghe.
Lo hanno ribadito oggi in una conferenza stampa presso il bar Gran Sasso (altro “covo” di maldicenti alla corte di Mario Maccarone) gli organizzatori del “Pianeta Maldicenza”, l’evento che dal 2004 al 2009 ha portato nel capoluogo politici, giornalisti ed esperti a parlare appunto della maldicenza, la critica aspra, ma vera e costruttiva, che è (o dovrebbe essere) alla base delle “lencuate” degli aquilani a discapito del mero pettegolezzo. E ai convegni erano abbinate vere e proprie olimpiadi di Sant’Agnese al teatro, a colpi di componimenti in prosa e poesia, in lingua e dialetto.
Un doppio evento, che nel 2010 per la prima volta non c’è stato e che non ci sarà neanche quest’anno, ma che si punta fortemente a far ripartire per il 2012, come hanno spiegato i componenti della confraternita dei Devoti di Sant’Agnese, in particolare il presidente dell’omonima associazione culturale, Tommaso Ceddia.
“La tradizione – ha detto – non può morire, così in attesa di rimetterci in moto per l’anno prossimo quest’anno abbiamo organizzato due momenti di incontro. In primis, una manifestazione in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Il prossimo 1° febbraio all’auditorium ‘Sericchi’ della Carispaq parleremo di com’era, com’è stata e com’è oggi la società italiana, con l’aiuto del corrispondente Rai da Londra, Antonio Caprarica, un amico dell’Aquila e di Sant’Agnese”.
L’altro evento, da tenersi preferibilmente il 21 febbraio, un mese dopo la ricorrenza secondo la tradizione (anche se la data è ancora da fissare), è la Sant’Agnese delle Sant’Agnesi, “una superconviviale alla presenza degli eletti e dei componenti delle otto confraternite più antiche che sarà anche un momento di coordinamento”, come ha spiegato Umberto Pilolli, presidente della confraternita Balla che te passa, che nel 2002 ha organizzato la prima edizione e nel 2009 l’ultima prima del terremoto.
Sempre per il 2011, infine, potrebbe tornare anche un’altra articolazione delle iniziative legate a Sant’Agnese, il premio “Socrates Parresiastes” alla parresìa, la dote di chi dice sempre la verità. Dopo le premiazioni del filosofo Remo Bodei nel 2007, del presidente del Censis, Giuseppe De Rita nel 2008 e dell’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi nel 2009, “ci stiamo muovendo affinché il premio possa riprendere già da quest’anno”, ha concluso Ceddia.






