SCOPPITO – L’Amiternina celebra i dieci anni della sua ‘Sant’Agnese’ con una terrificante ‘gazzarra’ di vecchie e nuove glorie giallorosse al ristorante “La Cerella”, a Palombaia di Sassa (L’Aquila).
Alla serata di ieri sera non ha preso parte il mister della squadra prima in classifica nel campionato abruzzese di Eccellenza (impegno casalingo domenica a Scoppito contro il fanalino di coda Spal Lanciano) Vincenzino Angelone, da anni figura storica della congrega di ‘Quelli del lunedì’, ma altri volti noti della Scoppito calcistica che fu oggi impegnati in categorie inferiori, dal portierone Daniele Ferrante, al difensore Alessio Santilli (scarpe al chiodo per lui dopo ripetuti e tremendi infortuni), ai centrocampisti Pierluigi Pucci, Luca Di Pasquale, Antonello Del Coco all’attaccante tutto flemma e barocchismi Massimo Volpe.
A unire passato e presente ci ha pensato, come al solito, Alessandro Del Coco, capitano in panchina causa malanni di varia natura comunque messi da parte al momento di entrare in campo.
Lo stesso Del Coco aveva tenuto a battesimo la prima Sant’Agnese giallorossa dieci anni fa nel rustico della casa dell’ex portiere Andrea Milani, assente però alla ‘decima’.
Con un’attrezzatura che manco i Pink Floyd, merito dell’organizzatore Alessio Santilli che ha accolto il sottoscritto con due sonori schiaffoni, e con quintali di fogli volanti (le schede elettorali per l’elezione della giunta ‘agnesina’) tipo studio legale in delirio, la serata ha preso subito il volo e non poteva essere altrimenti: sugli scudi il bomber Hernan Molinari, il quale, una volta compresa la natura feroce della tradizione aquilana ha dichiarato a fine serata ad AbruzzoWeb “mi sto già preparando per l’anno prossimo”; un azzoppato (ma che classe!) Alfonso Bovino, alcuni gaglioffi della ‘bella vita’ come Lenart Lukasz e Simone Gizzi, il solito, richiestissimo allenatore dei portieri Massimo Vernacotola, cui è stato riservato un trattamento particolare fatto di lanci di tovaglioli a non finire, un incredulo Renato Greco, responsabile del settore giovanile, di fronte a un asilo di bambinoni cresciuti e rumorosi al cui confronto i piccoli da lui allenati sembrano seriosi notabili piemontesi.
Monumentali le due cameriere del ristorante, costrette a un superlavoro nella confusione da conflitto mondiale della tavolata fatta di canti a squarciagola, scabrosi versi poetici in musica firmati dal roccioso difensore-ballerino Gustavo Bafile e clamorose prese in giro in aquilano, scoppitano, abruzzese costiero, napoletano e italo-argentino.
Il gesto tecnico della serata lo ha firmato Alessandro Onesti, ex L’Aquila Calcio reduce dalla storica disfatta rossoblù a Prato nella semifinale playoff di Seconda divisione: salto sul tavolo e perfetto skip tra i bicchieri, neanche uno calpestato.
Inspiegabile, però, la piega presa dal centrocampista da quel momento in poi, visto che è finito a gestire con una stanchezza da post-parto, senza alcun motivo plausibile, i fogli del delirio di cui sopra e a lanciarli per aria alla fine della giostra.
Dopo un’estenuante votazione all’interno della cabina elettorale, di cartone, e dopo diversi addii anticipati di certi giovinastri (L’Aquila by night ha ancora il suo fascino, vero Lenart Lukasz?), lo spoglio delle schede è durato circa tre mesi e si è rischiato più volte il rissone da parlamento nordcoreano, giusto per mettere fine allo strazio.
Intorno all’alba, mentre i vertici del ristorante, esausti e desiderosi di un letto per riposarsi organizzavano un secondo attentato in seguito al fallito bombardamento di tiramisù (divorato dalla truppa a più riprese), l’elezione: al microfono Alessandro Del Coco, un futuro da istrionico conduttore nelle tv commerciali.
Boom di frasi storiche durante la premiazione. Su tutte, quella, da scolpire, pronunciata da Andrea Valente: “…all’unanimità, quindi quasi tutti!”. Qualche riga più sotto capirete il perché.
Cori osceni, tentativi di estorsione, ricatti e caffè avvelenati hanno segnato la parte finale della serata, chiusa con la standing ovation per il massaggiatore eletto a presidente Roberto Di Clemente, innamorato di una bottiglia di acqua con cui ha amoreggiato parecchio fino alla premiazione.
Foto di rito con Bovino presente in tutti gli scatti, record indoor agnesino.
Alcuni figuri a quel punto hanno scelto di defilarsi col favore delle tenebre e di godersi gli ultimi salti alla ‘Dolce Vita’, dove il tentativo fatto da Luca Di Pasquale di ammorbidire chi scrive l’articolo che state leggendo è andato a vuoto, tra un Pucci furioso per una macchia di alcol altrui sul maglione blu borghese e un Ferrante ‘duro’ al bancone a far invaghir le donne (ma a lui non frega nulla, essendo ‘maritato’); altri, come Molinari, sono andati a dormire parlando al bicchiere e altri ancora, vedi Renato Greco, hanno scagliato maledizioni in lingua originale per le ore di sonno ormai irrecuperabili.
Proprio il signorile Greco non ha accoltellato il sottoscritto per una vecchia storia di foto e di ritardi, mentre Riccardo, proprietario della “Cerella”, prima di chiudere i battenti ha fatto in tempo a compilare una richiesta di espulsione dal territorio nazionale per tutti i partecipanti alla lunghissima kermesse.
L’edizione numero 11 del 2013 fa già tremare i polsi.
Si spera in una migliore forma dell’aspirante fotografo Stefano Irti, delicato con i piedi ma imbarazzante con l’obiettivo fra le mani.
LE CARICHE AGNESINE DELLA SPD AMITERNINA
Presidente: Roberto Di Clemente
Vice presidente: Guglielmo Dionisi
Mamma deji c…. deji atri: Luca Di Pasquale
Lavannara: Valentino Manzoni
Recchia fredda: Alfonso Bovino
Saputò: Massimo Vernacotola
Lima Sorda: Antonello Del Coco
‘occa aperta: Andrea Valente
J’Umbrusu: Emanuele Schiano Lo Morello
PREMI SPECIALI
Mimì e Cocò: Omar Valente e Marco Moauro
La Bella Vita e Te Raffiati: Simone Gizzi
Ju Massacratu: Alessandro Del Coco
Ju Numeru 1…0… sotto zero: Massimo Vernacotola






