L’AQUILA – Il pasticcio della Regione Abruzzo sull’affidamento della concessione alla Santa Croce Spa per l’imbottigliamento dell’acqua della sorgente di Canistro (L’Aquila), prorogato per due volte, alla fine ha portato l’ente a revocare l’autorizzazione all’azienda, che dal 16 dicembre sta imbottigliando l’acqua dei silos senza la possibilità di captare quella sorgiva.
La società di Camillo Colella, nel corso di una riunione a palazzo Silone con il vice presidente con delega alle Attività produttive Giovanni Lolli, ha chiesto una ulteriore proroga della concessione, ritenuta impossibile dalla Regione.
L’ente, secondo quanto riferisce la dirigente del Servizio risorse del territorio ed attività estrattive, Iris Flacco, a settembre, dopo aver appurato che la documentazione prodotta dalla società era carente, ha ritenuto inefficace il bando e quindi ha annullato la concessione per difetto di certificazione, disponendo contestualmente la predisposizione di un nuovo bando.
Nel frattempo è intervenuto anche il Tar, che il 14 gennaio ha annullato quella concessione, accogliendo il ricorso del Comune di Canistro.
“Mi limito a dire che spero che la nuova gara si faccia con maggior scrupolo della vecchia”, dice ad AbruzzoWeb Lolli, che ha incontrato l’imprenditore insieme ai suoi avvocati e ai rappresentanti sindacali, preoccupati per il futuro dei 76 dipendenti ai quali il 4 aprile scadono i contratti di solidarietà.
L’azienda si prepara intanto sia a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, che a contestare la sospensione della concessione da parte della Regione, che secondo quanto riferisce Lolli pensa di prevedere un’affidamento per un numero di anni inferiore ai trenta del precedente bando.
“Con l’acqua contenuta nei silos l’autonomia dell’azienda è di due-quattro mesi – dice l’amministratore delegato di Santa Croce Colella – Stiamo lavorando ad una istanza per chiedere alla Regione una proroga tecnica che ci permetta di captare acqua fino all’affidamento definitivo della concessione”.






