L’AQUILA – “La prororoga non era giuridicamente possibile, c’è anche un parere dell’avvocatura regionale che ce lo impedisce”.

Il vice presidente della Regione con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli, respinge al mittente le accuse del patron della Santa Croce Camillo Colella, che l’altroieri ha annunciato l’avvio delle procedure di mobilità per tutti e 75 i dipendenti e la graduale chiusura dello stabilimento di Canistro (L’Aquila) che imbottiglia acqua minerale.

L’imprenditore ha imputato la decisione al mancato rinnovo della concessione da parte della Regione.

“È pronto il nuovo bando, se Colella vuole concorrere e se ha i titoli – ripete più volte Lolli – concorrerà!”.

All’azienda sono state concesse “diverse proroghe in passato, ma ora non ha più i requisiti”, aggiunge, spiegando che “fare un bando del genere è una cosa molto complessa, ora è pronto ed entro la fine del mese sarà pubblicato, non lo avrei mai fatto ad agosto”.

“Siamo molto preoccupati perché vediamo un futuro abbastanza nero – commenta Marcello Pagliaroli della Flai Cgil – ieri la proprietà ci ha preannunciato la chiusura dello stabilimento”.

I sindacati non si esprimono sul braccio di ferro in atto da mesi tra l’azienda e la Regione sulla concessione dell’acqua, fatto di denunce reciproche e anche di blitz nello stabilimento, anche con l’intervento dei carabinieri, da parte dell’ente regionale che ha messo i sigilli dopo aver revocato la concessione e non concesso proroghe, per bocca della dirigente Iris Flacco, a causa di un documento unico di regolarità contributiva (Durc) non regolare.

“La Regione fa le proprie valutazioni, in passato ha già concesso proroghe ma da aprile gliele sta rifiutando e ora si sta imbottigliando dai silos senza captare dalla sorgente”, spiega Pagliaroli.

La riunione tra azienda e parti sociali è stata aggiornata al 19 settembre e Lolli fa sapere che ci sarà anche lui. (m.sig.)