CHIETI – Il piano operativo sanitario regionale 2010 “è un atto fortemente punitivo per la provincia di Chieti”.

È la denuncia fatta in una conferenza stampa dai consiglieri del gruppo del Partito democratico alla Provincia di Chieti, i quali hanno ricordato i punti delicati.

“Tre presidi ospedalieri – hanno elencato – avviati alla chiusura (Casoli, Guardiagrele e Gissi), forti tagli di posti letto a Vasto e Lanciano con il fondato sospetto che i fondi per le nuove strutture siano definitivamente persi; sopravvivenza stentata e limitata per Ortona e Atessa, limitazioni alle potenzialità del presidio di Chieti senza un parallelo taglio di posti letto nel teramano, patria del presidente Chiodi e dell’assessore alla Sanità Venturoni”.

“Tutto questo – secondo il capogruppo, Camillo D’Amico, e il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe – è avvenuto senza alcuna concertazione con le istituzioni locali e senza aver prima organizzato un’efficace rete di pronto intervento e soccorso nel territorio che, per circa due terzi della sua estensione, è collinare e montano”.

“Il Piano predisposto da Chiodi – hanno detto ancora gli esponenti del Pd – non rappresenta una riorganizzazione dei servizi socio-sanitari, ma solo tagli di prestazioni ai cittadini, i quali pagano sempre di più di tasca propria l’assistenza di cui hanno bisogno e che, per altro, in questa fase è inefficiente. Il Piano operativo non garantisce lo sviluppo della rete integrata di servizi socio sanitaria ma solo tagli di posti letto”.

Il Pd ha difeso inoltre il piano sanitario che fece il centrosinistra alla Regione durante al presidenza Del Turco, sostenendo “che non prevedeva chiusure di presidi ospedalieri, ma solo un riordino che tendeva a ridurre doppioni e sprechi creando contestualmente punti di efficienza ed eccellenza”.