L’AQUILA – “Non voglio la ‘testa’ di nessuno. Voglio che vengano tutelati i cittadini,gli operatori sanitari e i medici. E continuo a portare avanti la mia battaglia per far sì che l’ospedale dell’Aquila venga risarcito dopo aver perduto tanto”.
La situazione della sanità abruzzese continua a tenere banco.
Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Partito democratico, interviene nuovamente, ‘a tutto campo’, dopo che il manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, gli ha risposto con un glaciale “Sono argomenti triti e ritriti, non ho nulla da dire”, in riferimento all’interrogazione che Pietrucci ha presentato di recente al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, e all’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci.
Un’interrogazione che il consigliere piddino, promotore, tra l’altro, di una doppia Asl in Abruzzo (da Silveri stessa risposta: no comment, ndr), ha voluto “fortemente per conoscere finalmente con chiarezza la destinazione dei fondi previsti e quelli da prevedere per migliorare lo stato in cui versa l’Ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila e per preservare, potenziare e migliorare le linee essenziali di assistenza, come previsto dal recente Patto della Salute, ratificato da poco nella conferenza Stato-Regioni”.
Non va dimenticato che proprio Silveri è finito nel mirino del Partito democratico aquilano. Alcuni esponenti lo hanno infatti ‘puntato’ politicamente perché, con la vittoria del centrosinistra in Regione nel maggio scorso, la poltrona di Silveri, nominato dalla Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi, non veniva più considerata legittima, nonostante Silveri abbia il diritto di restare in sella fino al 2018.
“Ma non è un discorso di teste da far cadere – afferma Pietrucci ad AbruzzoWeb – Purtroppo, se l’obiettivo in questi anni era quello di perseguire il bene dei cittadini, qualcuno ha fallito. Chi amministra, chi governa, ha delle responsabilità, le aveva Chiodi e oggi le ha D’Alfonso, il quale ha il diritto di cambiare chi è a capo di una Asl che include l’ospedale regionale”.
“C’è bisogno di cambiamento – dice poi Pietrucci – ma è impossibile attuarlo se non vengono coinvolti i cittadini, gli operatori sanitari e i medici. Siamo su un terreno complesso, fatto di dettagli continui, di aggiornamenti continui, quindi è necessario il consenso e il coinvolgimento di chi la sanità la fa e di chi la utilizza”.
“L’assessore regionale Paolucci – prosegue – in questo senso, ha già cominciato un lavoro che sono sicuro porterà dei buoni frutti, purché ci sia il buon senso da parte di tutta la politica”.
In ogni caso, per il consigliere regionale piddino L’Aquila e il territorio provinciale, “quello delle aree interne così in difficoltà”, dal punto di vista sanitario devono essere “molto più tutelate”.
“Faccio un esempio emblematico – dice Pietrucci a tal proposito – i bambini all’Aquila da ormai cinque anni, cioè dal sisma del 2009, sono costretti a vaccinarsi in un container in mezzo a un prato, che d’estate diventa una sauna, d’inverno invece è una melma di fango. Insomma, chi funziona lavori, chi ha sbagliato se ne vada, chi vuole rimediare ponga rimedio”.
E allora, il discorso si fa semplice e va a finire sempre sul tasto più importante, quello dei fondi.
“Le risorse finanziarie sono il punto di partenza, purtroppo questi flussi finanziari all’Aquila sono mancati negli ultimi anni. I soldi dell’assicurazione per il terremoto sono stati dirottati per contribuire a ripianare il debito della sanità regionale e L’Aquila, non dimentichiamolo mai, ha fatto un sacrificio enorme che va risarcito. E si deve partire da questo, la mia interrogazione è servita a mettere un punto fermo su questa storia”.
“Mi aspetto un tavolo comune, partendo dai cittadini e dagli operatori sanitari. Dell’Aquila e di tutte le aree interne che hanno come punto di riferimento l’ospedale regionale”, conclude Pietrucci. (Roberto Santilli)



