L’AQUILA – Si è detto soddisfatto, il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, al termine dell’incontro con i sindaci dei comuni dove insistono i presidi ospedalieri da riconvertire.
Un confronto “positivo – ha spiegato il ministro – dove i sindaci hanno rappresentato le loro importanti esigenze. Stiamo facendo oggi in Abruzzo – ha sottolineato il minsitro – quello che è stato realizzato negli anni ’80 in Regioni come la Toscana l’Emilia Romagna, Veneto e Lombardia”. Fazio ha parlato dell’esigenza di una “razionalizzaizone delle reti in particolare che tenga conto del problema di territori montuosi”.
“Ci sono esempi nel nostro Paese – ha detto ancora Fazio – come la Val d’Aosta che ha risolto questi aspetti con una centralizzazione ospedaliera”.
“Dobbiamo dare più forza al territorio” – ha auspicato il ministro ” in un percorso che tenga in conto dei servizi essenziali dalle cure primarie alle fasi assistenzial”i. Dopo aver incontrato all’Aquila i sindaci dei Comuni dove insistono i presidi ospedalieri da riconvertire, Fazio ha giudicato importante non trascurare le difficoltà di accesso ai servizi per i cittadini.
“E’ chiaro – ha aggiunto – che quando si fanno dei cambiamenti, direi ampiamente condivisi e già sperimentati in altre Regioni, si fa comunque una scelta di coraggio. E questa Giunta – ha detto ancora – ha il coraggio di fare cambiamenti”. “Naturalmente – ha detto ancora Fazio – si creano delle disfunzioni e avvengono delle criticità però l’esperienza e gli studi fatti ci dicono che i tempi brevissimi il cambiamento porterà dei grandi vantaggi”.
Al confronto hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Gissi (Chieti), Pescina (L’Aquila), Tagliacozzo (L’Aquila), Casoli (Chieti), Gurdiagrele (Chieti), San Valentino (Pescara) e Avezzano (L’Aquila). Presente anche il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.
CHIODI: ”RICONVERSIONE OSPEDALI STRADA GIA’ SEGNATA”
L’AQUILA – Per il presidente della Regione, Gianni Chiodi, la riconversione dei presidi ospedalieri, la trasformazione cioè degli ospedali acuti in ospedali di comunità o in presidi territoriali “è una strada segnata”.
Lo ha detto al termine dell’incontro all’Aquila tra il ministro della Salute, Ferruccio Fazio e i sindaci dei comuni interessati.
“I sindaci – ha spiegato Chiodi – sono consapevoli dei ritardi accumulati dalla Regione Abruzzo negli anni e hanno capito che con quell’andazzo la sanità, anziché migliorare, si stava dequalificando”.
Chiodi ha risposto alle preoccupazioni degli amministratori locali e dei comitati spontanei presenti, tra cui quello di Tagliacozzo, rappresentato da Rita Tabacco.
“Si teme forse – ha spiegato – che nella fase della riconversione ci sia un allungamento dei tempi. Cercheremo di evitarlo”.
Di qui, l’annuncio di prossimi confronti con i vertici delle Asl di Chieti e della Marsica. Chiodi ha poi confermato che l’attenzione del governo al processo di risanamento della sanità abruzzese è confermata dal fatto che l’Abruzzo avrà quella priorità necessaria per quanto riguarda la realizzazione dei nuovi 5 ospedali, “che andranno a razionalizzare ulteriormente il sistema in un seconda e terza fase”.
RIFONDAZIONE COMUNISTA: ”FAZIO DICE MEZZE VERITA'”
L’AQUILA – “Le dichiarazioni rilasciate dal ministro Fazio a margine dell’incontro con i sindaci abruzzesi sono vere a metà”, lo dichiarano Maurizio Acerbo e Marco Fars, rispettivamente consigliere e segretario regionale del partito della Rifondazione comunista.
“Il ministro – affermano – sostiene che si sta facendo in Abruzzo quello che in passato si è fatto in altre regioni citando Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Dimentica il ministro un elemento essenziale per comprendere il problematico vuoto assistenziale che va determinandosi in Abruzzo”.
Fars e Acerbo dicono poi che “quello che le regioni citate hanno fatto attraverso un percorso durato anni in Abruzzo lo si vuole fare in sei mesi. Le regioni citate hanno proceduto alla razionalizzazione della rete ospedaliera dentro un percorso di parallela attivazione di altre tipologie di assistenza sul territorio. La realtà è che si approfitta dell’oggettiva situazione di debolezza della politica regionale per imporre all’Abruzzo tempi e modalità di riordino che non possono che penalizzare i cittadini e il loro diritto alla salute”.
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