L’AQUILA – “Prima di qualsiasi ipotesi di misure alternative ai ticket sulle prestazioni di assistenza specialistica, l’equivalenza dei risparmi nella spesa sanitaria, che viene chiesta dal Governo sulla pelle dei cittadini, può avvenire con una nuova definizione dei tetti di spesa e dei contratti con gli erogatori della sanità privata”.
È questa la proposta avanzata da Alfonso Mascitelli, vicepresidente della Commissione speciale di inchiesta del Sistema sanitario nazionale (Ssn), in alternativa alle possibili soluzioni che potrebbero evitare l’introduzione di nuovi pesanti ticket, in una regione come l’Abruzzo che ha già imposto sacrifici economici.
“Il ticket di 10 euro – prosegue Mascitelli – previsto dall’ultima manovra finanziaria del Governo, ha due risultati preoccupanti: riduce di fatto la copertura assistenziale assicurata dalla sanità pubblica e altera i prezzi tra strutture sanitarie pubbliche e private per le stesse prestazioni”.
“Le altre misure alternative – continua – come i tagli alle consulenze o la centralizzazione di acquisti di beni e servizi, che pure dovranno essere applicate, o sono insufficienti, o non danno certezze di entrate e gli stessi ticket sui farmaci andrebbero poi ad aggiungersi a quelli già previsti come entrata in vigore a partire dal 2014”.
“Una misura equa – dice Mascitelli – è quella di ottenere maggiori risparmi dalle ricontrattazioni con la sanità privata, visto che quelli applicati nel 2010 sono inferiori a quelli previsti dall’originario Piano di rientro sottoscritto nel 2007 tra il Governo centrale e la Regione Abruzzo”.






