L’AQUILA – Personale e spesa farmaceutica: queste le voci del piano operativo per il rilancio della sanità abruzzese su cui il Governo storce il naso. Seconda tappa del processo di risanamento, il piano è stato inviato a Roma nei giorni scorsi, ma i tecnici dei ministeri dell’Economia e della Sanità hanno chiesto chiarimenti su quelle due voci, di cui non sono convinti.
Per quanto riguarda la spesa farmaceutica, non ci saranno problemi: l’Abruzzo potrebbe allinearsi con un atto del commissario che certifichi il taglio di 5 milioni.
Ben diversa la faccenda delle spese per il personale: se il Governo insisterà nel voler proseguire il blocco delle assunzioni, perché solo così ci sarebbe la certezza del risparmio, si rischia di arrivare allo scontro, visto che nel piano operativo spunta qua e là qualche deroga al turn over, e che gli amministratori regionali non intendono lesinare su questo aspetto, come spiega l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
“Sul personale – ammonisce – non si può mollare: ci sono realtà drammatiche di reparti in cui non si possono fare i turni per le carenze di personale. Naturalmente, deve esserci rigore, va bene che in passato è stato assunto di tutto di più, ma oggi non ci possiamo fermare. La parte economica è importante, ma anche la risposta sanitaria deve essere contemplata”.
I vertici dei due ministeri hanno indicato come via d’uscita la chiusura e riconversione di altri ospedali, oltre ai 6 sui 22 previsti, per trasferire il personale nelle strutture di punta. “Lo abbiamo già fatto – aggiunge Venturoni – E poi sono cose facili a dirsi, spostare le persone non è semplice, non si tratta di pacchi postali. Comunque, vedremo di trovare una soluzione anche se la strada è in salita”.
Sul tema ieri si è svolta una riunione-fiume, che si è chiusa dopo tre ore senza approdare a nulla. Oltre a Venturoni e funzionari e dirigenti dell’assessorato, al vertice hanno preso parte il commissario, Gianni Chiodi, il sub commissario, Giovanna Baraldi, il direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Ferdinando Romano, e dall’altra parte, insieme ai tecnici dei due ministeri, i direttori generali dell’Economia, Francesco Massicci, e della Sanità, Filippo Palombo.
Questi ultime due sono i più determinati a chiedere certezze sul piano operativo. Se ne riparlerà a fine mese.




