L’AQUILA – Mentre impazza lo scontro agostano sul deficit della sanità, con un balletto di cifre e con un rendiconto aggiornato a giugno che attesta un peggioramento dei conti a dispetto del risanamento annunciato, in attesa del redde rationem del nuovo Tavolo di monitoraggio interministeriale di settembre, continua a tenere banco il destino del direttore del dipartimento Sanità, Emanuela Grimaldi, 50enne di Giulianova, di cui il presidente Marco Marsilio, di Fdi, e l’assessore Nicoletta Verì lavorano al trasferimento ad altro incarico, e dunque alla sua sostituzione, dopo più di un conflitto sulle scelte per far fronte al difficile piano di rientro.
Dalle ultime indiscrezioni, l’eventuale sostituto in pectore, più “in linea” e “malleabile”, non è però più solo il vice direttore dello stesso dipartimento, Camillo Odio, ma spuntano altri due nomi pesanti: il 60enne marchigiano Angelo Tanese, già a capo della Asl Roma 1 ed ex direttore amministrativo della Asl provinciale di Chieti e, ipotesi ancor più clamorosa, il 68enne professor Ferdinando Romano, campano ma romano di adozione, l’ex direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, ora commissario straordinario del policlinico Tor Vergata a Roma. Manager che gode di grande fiducia da parte di Marsilio, anche se ci sarebbero spinte dalla capitale per far restare Romano commissario a Tor Vergata.
La sostituzione di Grimaldi, non è però affatto scontata, in un centrodestra che anche in questa occasione, al di là dei sorrisi e abbracci di facciata, è diviso su più fronti: ad Abruzzoweb il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, non certo l’ultimo arrivato, ha detto infatti chiaro e tondo, che “il direttore Grimaldi gode della nostra fiducia, e non c’è nessuno scontro in atto tra burocrazia e politica, ma solo una normalissima dialettica, ciascuno nell’autonomia dei suoi ruoli”. E ancora ha negato he ci sia in atto “una manovra addirittura per rimuoverla, tenuto conto che ha anche in contratto che non può essere certo stracciato”.
Affidabili fonti interne, assicurano al contrario che la manovra c’è eccome, tanto che Marsilio ha invitato l’assessore Roberto Santangelo, di Forza Italia, a contattare Grimaldi per offrigli la direzione del dipartimento Sociale e Cultura, ora vacante, visto che il titolare Paolo Costanzi è stato nominato direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, per succedere proprio allo stesso Romano. C’è in campo anche l’ipotesi di un ruolo di prestigio a Roma.
Verì, in una nota in “politichese” in replica all’articolo di Abruzzoweb che ha riferito delle manovre in corso di “promoveatur ut amoveatur”, ha assicurato che “con i tecnici andiamo d’amore e d’accordo”, parlando di un confronto “sempre franco e leale, nel rispetto delle rispettive prerogative”, ma senza mai citare Grimaldi, senza mai dire chiaro e tondo che resterà al suo posto, come avrebbe potuto fare fugando ogni “chiacchiericcio”.
Agli atti restano le violente dispute e prese di posizione di Grimaldi, in carica da un anno, in precedenza direttore dipartimento Presidenza – ora colei che va Roma al Tavolo di monitoraggio a rappresentare l’Abruzzo assieme al direttore del Bilancio, Fabrizio Giannangeli –, contro le assunzioni di dirigenti amministrativi, le misure ritenute poco efficaci per il contenimento del debito, ed anche contro la seconda proroga di Romano alla Asl provinciale dell’Aquila, Ma soprattutto, assieme a Giannangeli, è arrivata a inviare a Marsilio a inizio giugno anche un durissimo documento di oltre 70 pagine, per indicare con esattezza chirurgica tutte le spesa da tagliare, chiedendo e ottenendo la convocazione di un summit urgente a palazzo Silone, sede della giunta regionale all’Aquila.
Del resto, i titolari dei dipartimenti Sanità e Bilancio potrebbero essere esposti a interventi della Corte dei Conti su eventuali omissioni nell’attuare l’azione di contenimento della spesa.
In ogni caso, Grimaldi potrebbe restare comunque al suo posto, del resto nulla gli vieta di rifiutare qualsivoglia offerta, forte del suo contratto e di una procedura per nulla semplice per rimuoverla con la “forza”, per eventuali gravi inadempienze.
Negli uffici si vocifera in ogni caso dei possibili sostituti. Tanese, tra i candidati, ed anche nel novero dei favoriti, nel bando per la direzione generale della Asl dell’Aquila, che poi non si è presentato al colloquio di fine luglio, si dice per un ragionamento legato al compenso che è, lo ricordiamo di 149.000 euro lordi annui.
C’è poi l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Abruzzo di Romano, docente di Igiene dell’Università La Sapienza di Roma, ora commissario straordinario del Policlinico Tor Vergata dopo essere stato indicato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in quota, questo si vocifera, del vice presidente della Camera, Fabio Rampelli. L’Abruzzo però per Romano resterebbe la prima scelta e andare a fare il direttore della Sanità sarebbe per lui l’occasione, anche se a Marsilio gli sarebbe stato detto Romano dai vertici del suo partito che Romano invece deve stare al suo posto.
Il manager era arrivato alla Asl nel giugno del 2021 in quota Lega, poi passato sotto l’ala protettrice meloniana con Marsilio, il quale aveva prorogato il suo incarico l’anno scorso, proprio per l’emergenza debito e la necessità di mettere con urgenza in campo un piano di rientro. La seconda proroga, che Marsilio avrebbe voluto, non è stata però possibile, per la contrarietà come detto di Grimaldi, sulla base di un parere dell’Avvocatura regionale, diretta da Stefania Valeri.
Romano era poi il candidato al bando per il nuovo dg tra i favoriti a succedere a se stesso, alla giuda della Asl nella tempesta, la più indebitata delle quattro abruzzesi, con una proiezione ad oltre 70 milioni di euro per il 2025.
Poi il colpo di scena: Romano al pari di Tanese, non si è presentato al colloquio, uscendo così di scena, e spianando la strada alla nomina di Costanzi, che ha messo tutti d’accordo, ivi compresi centrosinistra e sindacati.
LA RETTIFICA
“La predisposizione e la divulgazione dei piani di contenimento della spesa sanitaria risultano di esclusiva competenza del Dipartimento Sanità dell’Ente, preposto al monitoraggio dei costi di gestione delle Asl”.
Tengono a precisarlo fonti politiche regionali, in riferimento al passaggio in cui si afferma che direttore del dipartimento Bilancio Giannangeli ha sottoscritto la lettera di inizio giugno, per indicare con esattezza chirurgica tutte le spesa da tagliare.
“In tal senso, il Dipartimento Risorse – competente in materia di bilancio – provvede unicamente a stanziare gli accantonamenti ed i fondi necessari all’approvazione della Legge Regionale per la copertura finanziaria del disavanzo del servizio sanitario regionale, siccome definitivamente quantificato a consuntivo dal medesimo Dipartimento Sanità, destinando a tal uopo anche risorse proprie dell’Ente”, si aggiunge nella precisazione.





