L’AQUILA – “Da oltre un anno l’Italia dei valori denuncia in tutte le possibili sedi che il commissario Gianni Chiodi non ha il potere di riscrivere le leggi, con decreti ed ordinanze e denuncia anche che Chiodi non può, ma soprattutto non vuole, fare una nuova legge sul piano di rientro, perché decadrebbe il giorno stesso da commissario e perderebbe tutti i poteri”.
A parlare è il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini, che aggiunge: “Ora, però, le sentenze del Tar abruzzese che assestano l’ennesimo colpo agli abusi perpetrati da Chiodi, sia nei confronti dell’assemblea legislativa regionale, che nei confronti del cittadini abruzzesi, pongono tutti dinanzi ad un punto di non ritorno”.
“La presunzione, l’arroganza e l’incompetenza dimostrati in questi mesi da Chiodi – sottolinea l’esponente dell’Idv – stanno spingendo l’Abruzzo nel baratro. Ogni sua decisione annullata da un Tribunale è, infatti, il presupposto di azioni di risarcimento di danni che a breve potrebbero travolgere la Regione: i suoi piani operativi sono, infatti, un vero e proprio colabrodo perché, come sostengono i Tribunali, Chiodi riscrive le leggi da solo, senza avere il potere di farlo”.
“Allora – prosegue Costantini – considerato che non può più parlarsi di episodi, ma di un disegno preordinato e doloso, funzionale e gestire illegalmente poteri che non gli appartengono, i danni che sta producendo Chiodi dovrà pagarseli da solo”.
“Per questo, a difesa dei diritti di tutti i cittadini ed i contribuenti abruzzesi – annuncia Costantini – ho scritto al procuratore regionale della Corte dei conti una nota, sollecitando l’avvio di un procedimento finalizzato ad accertare l’eventuale sussistenza di responsabilità personali di Chiodi, per tutti gli effetti negativi che la Regione Abruzzo dovrà subire, come conseguenza dell’annullamento o dell’illegittimità di tutti gli atti che ha adottato e continua ad adottare in violazione della legge”.
“Se Chiodi è in buona fede – conclude Costantini – ha la possibilità di dimostrarlo: venga in Consiglio regionale per condividere principi, regole, criteri e nuovi modelli organizzativi funzionali al risanamento della sanità abruzzese. Se non lo farà, allora vorrà dire che dovrà assumersi tutte le responsabilità del caso, nessuna esclusa”.






