L’AQUILA – “Il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, chiede più di quello che gli consente la legge dello Stato, il decreto ministeriale 70, e la legge regionale sulla re-ingegnerizzazione della rete ospedaliera. Il governo di Giorgia Meloni, che ha una maggioranza schiacciante, potrebbe modificare la norma nazionale, lo stesso potrebbe fare la Regione del centrodestra, che l’ha approvata nel 2023. Di Giosia dovrebbe insomma prendersela con il centrodestra di cui è espressione, non con i tecnici che applicano la legge”.

Questo il commento del consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, al termine del commissione di vigilanza di oggi che aveva all’ordine del giorno la bocciatura da parte dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr) dell’atto aziendale sulla nuova rete ospedaliera, per la presenza, non ammissibile, dell’Unità operativa semplice dipartimentale (Uosd) di Chirurgia generale dell’ospedale della Val Vibrata di Sant’Omero e dei Malattie infettive di Teramo in Unità operativa complessa (Uoc). Poi in una seconda versione è stata tolta Malattie infettive ma non Chirurgia, da qui un secondo disco rosso, e si attende ora una nuova versione ulteriormente emendata.

E a proposito di territori penalizzati: “vogliamo parlare dell’Aquila? Tutti gli ospedali d’Abruzzo saranno ricostruiti, compreso Teramo, mentre il San Salvatore continua a essere rappezzato,  un  un ospedale che esiste dagli anni 70, e la provincia dell’Aquila ha la mobilità attiva extraregionale di 7 milioni di Euro, unica in attivo”.

E poi bisogna fare un po’ di storia, per Pietrucci: “il presidente di Forza Italia, Gianni Chiodi, per ripianare i debiti della sanità ha fuso le aziende sanitarie dell’Aquila con quella di Avezzano e Sulmona, la quella  dell’Aquila aveva 100 milioni di euro di attivo, e si e dovuta accollare i debiti delle altre due Asl, in più una parte dei soldi della vendita dell’ex ospedale San Salvatore in centro storico all’università, 4,5 milioni, sono andate alla costruzione dell’ospedale di Sulmona. L’unico ospedale che non si ricostruisce, nuovo, è quello dell’Aquila, che è sulla faglia di Monte Pettino   in una delle aree più sismiche d’Europa”.

E ancora, “i soldi statali per gli ospedali dell’ex articolo 20, che sono stati utilizzati per rifare tutti gli ospedali d’Abruzzo, il teramano Lanfranco Venturoni, allora assessore alla Sanità del centrodestra, li ottenne grazie al terremoto dell’Aquila…”

Infine, tornando alla bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo: “è inutile che se la prendono con il direttore dell’Asr Pierluigi Cosenza, se la devono prendere col Dm70, che lo dovrebbero cambiare a livello nazionale ma non lo cambiano, e con la re-ingegnerizzazione che loro hanno voluto e hanno votato quelli del centrodestra. Altrimenti può accadere che domani mattina io mi sveglio e comincio a chiedere la cardiochirurgia per l’ospedale dell’Aquila, anche se non è prevista nella nuova rete ospedaliera, ognuno insomma potrebbe fare come gli pare”.