L’AQUILA – Il consigliere regionale di Regione facile Lorenzo Berardinetti ha presentato una interpellanza “per conoscere quali azioni e quali misure intenda adottare la Giunta regionale al fine di favorire l’attuazione di programmi di sorveglianza specifici per le donne portatrici di mutazioni genetiche, volte alla diagnosi precoce e per assicurare su tutto il territorio regionale l’esenzione dal ticket sanitario per le prestazioni di specialistica ambulatoriale correlate alla prevenzione dell’insorgenza del tumore della mammella o dell’ovaio”.
“La mutazione dei geni Brca1, la proteina di sensibilità di tipo 1 del cancro al seno, e Brca2, la proteina di sensibilità di tipo 2 del cancro al seno – scrive Berardinetti – aumenta rispettivamente il rischio di tumore al seno e alle ovaie. Le donne portatici di mutazioni in tali geni hanno un elevata probabilità circa il 60 per cento di sviluppare un tumore mammario nell’arco della vita, nonché il rischio di carcinoma ovarico o tubarico. in presenza di tale mutazioni le strategie di profilassi e trattamento sono rappresentate dalla mastectomia preventiva e lo screening serrato che prevedono, mammografia ecografia risonanza magnetica ogni anno a partire dai 30 anni e dai 40 anni una mammografia e una risonanza magnetica con cadenza annuale inframmezzata da una ecografia ogni sei mesi”.
“La strategia di screening serrato in particolare rappresenta un ottimo metodo per dimezzare il rischio delle donne positive ai test, ma questi strumenti preventivi risultano inattuabili a causa del numero di esami a effettuare, e agli alti costi di compartecipazione alle spese”, aggiunge ancora.
Berardinetti sottolinea che che “nelle Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte è stata varata l’esenzione del ticket” ed evidenzia che “in Italia ogni anno si registrano quasi 40 mila nuovi casi di tumore alla mammella di cui 700 nella nostra regione, secondo le stime più recenti sono oltre 6 mila le donne abruzzesi colpite dalla malattia in alcune zone dell’Abruzzo l’incidenza è in linea con quella nazionale anche se negli ultimi tempi si registra un aumento della patologia, con 60 casi di tumore alla mammella l’anno”.



