CHIETI – Un debito della sanità “esplosivo, in percentuale molto più alto di quello di altre regioni, e per mancanza di programmazione, e solo in parte lievitato per la pandemia”.. Un piano di rinnovo dell’edilizia sanitario “ancora a zero, anche qui perché senza programmazione, senza riordino della rete ospedaliera, non ci sono sufficienti risorse per intervenire su tutti i nosocomi e senza project financing i soldi pubblici, che abbiamo trovato noi già dal 2018, non bastano, soldi che sono ancora lì inutilizzati”.
Così nell’intervista ad Abruzzoweb, Silvio Paolucci, capogruppo del Pd in consiglio regionale, ex assessore alla sanità, che torna ad attaccare sullo stato dell’arte della sanità abruzzese. Anche all’indomani dell’articolo di questa testata che ha evidenziato, in base alla panoramica offerta dal sito Ius & management, che il deficit della sanità viaggia in Italia verso alla cifra monstre di 3 miliardi di euro alla fine dell’anno.
Per il solo Abruzzo il conto dell’emergenza sanitaria è di un passivo di 135.622.937 a fronte di un disavanzo che già supera, al terzo trimestre, 101 milioni di euro. Ma la sanità regionale è dunque, se può consolare, in ottima compagnia, visto che ovunque la situazione è tragica.
Tiene però a far osservare Paolucci: “In Abruzzo la situazione è più esplosiva che altrove, perché il debito va letto in modo proporzionale a quella che è la dimensione del sistema sanitario regionale, e alla luce dei trasferimenti dello Stato. E quello abruzzese resta uno dei debiti tra i più elevati d’Italia”.
Questo accade perché, prosegue Paolucci “in Abruzzo da 36 mesi, da quando si è insediato il centrodestra di Marco Marsilio, presidente sempre più assente ed estraneo, c’è totale assenza di programmazione e il debito solo in parte deriva dall’emergenza covid, tenuto conto che ci sono stati tanti trasferimenti in più rispetto al passato. Il punto vero è che non c’è ancora il piano della nuova rete ospedaliera, non c’è un piano dell’edilizia sanitaria pur avendo i soldi cash in banca, gli atti della programmazione sono ancora quelli della giunta precedente, fermi al 31 dicembre 2018, fatti da noi”.
Venendo dunque al grade piano di rifacimento dei principali ospedali della regione: “quando ci insediammo nel 2014, la precedente amministrazione di centrodestra ci ha lasciato zero euro. Ci si chiedeva, per realizzare nuovi ospedali, moderni e antisismici, di vendere per 110 milioni le aree demaniali, dei vecchi presidi ospedalieri di Lanciano, Vasto, Giulianova e Avezzano, ma in realtà per la crisi del 2008 i valori immobiliari di quelle aree erano arrivati a valori irrisori. Abbiamo dovuto rivedere la programmazione e siamo riusciti a trovare 140 milioni di euro per quanto riguarda la legge sull’edilizia sanitaria conosciuta come ‘ex articolo 20’, più altri 94 milioni di euro del governo di Paolo Gentiloni. Sono passati 4 anni e nessun euro è stato utilizzato, e ricordo che per utilizzare dell’ex articolo 20 si va per step successivi, e per accedere ai nuovi fondi devi aver utilizzato tutti i precedenti. La giunta regionale deve pretendere una decisione”.
Del resto, torna al punto Paolucci, “noi abbiamo optato per il progetto di finanza, perché è evidente che quei fondi non bastano per intervenire per tutti gli ospedali. Ovvero, o ne devi depennare qualcuno, oppure l’unica strada è ricorrere alla partnership con il privato. Ma anche qui senza programmazione non c’è possibilità di sapere come dove intervenire”.






