GIULIANOVA – Preoccupazione a Giulianova (Teramo) per un giovane ristoratore, Arino De Berardinis, che da poco meno di un anno gestisce un ristorante di cucina italiana in Giappone, Paese colpito da un terribile terremoto di magnitudo 8.9 che ha causato centinaia di vittime e devastanti tsunami nell’Oceano Pacifico.

Il 37enne giuliese è riuscito a comunicare con il fratello Walter solamente attraverso un messaggio inviato con il social network Facebook, nel quale ha rassicurato sulle proprie condizioni di famiglia e quelle della famiglia, ma le comunicazioni sono difficilissime, “quasi impossbili”.

“Da questa mattina – spiega – sto tentando di mettermi in contatto con Arino, ma le linee sono completamente impazzite. Solo verso le 14 italiane ho ricevuto un messaggio tramite Facebook nel quale è riuscito a comunicarmi che è salvo per miracolo visto che il suo ristorante è in una baia. Credo, però, che ci siano gravi problemi alle linee elettriche e, per ora, questo è il suo unico messaggio”.

“Ho tentato di mettermi in contatto sia con l’unità di crisi della Farnesina – ha aggiunto Walter De Berardinis – ma anche in quel caso i centralini sono impazziti e non sono riusciti a darmi indicazioni utili. Si è attivata anche una persona che è nei carabinieri per attivare altri canali: devo riuscire a sapere in che condizioni si trova mio fratello, se è sfollato. In quel caso non esiterei a chiederne il rimpatrio”.

Questo il messaggio di Walter De Berardinis sulla sua bacheca Facebook: “Grazie ragazzi per i tanti messaggi di solidarietà per mio fratello Arino. Lui si è salvato per miracolo, visto che il suo ristorante rimane su una baia. È senza corrente elettrica, quindi una volta finita la batteria non comunicherà più con noi, visto che le linee telefoniche sono fuori uso. Grazie di nuovo per tutto, anche a nome di mio fratello e della sua famiglia nipponica”.

Arino De Berardinis è sposato con una donna nipponica, Hiromi Mimura e con i due figli, Luca e Sara, vive a Fujisawa; il 28 aprile scorso ha inaugurato la “Trattoria da Rino”, nella città Hayama, famosa per essere la residenza estiva dell’Imperatore del Giappone Akihito.

La località è tra le più rinomate dell’isola nipponica, è affacciata sull’oceano pacifico e frequentata da molti attori e attrici giapponesi che qui hanno la seconda casa.

CHI E’ ARINO DE BERARDINIS

Nato a Giulianova il 12 febbraio 1974, vive e lavora a Tokyo. Diplomato presso la scuola alberghiera Ipssar di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), nel 1994. Inizia come studente-lavoratore negli anni 1988-1990, presso l’Hotel Panoramic, Tortoreto.

Sempre nel 1990 inizia una piccola avventura in Germania, ma senza successo. Tra il 1990 e 1993, inizia  per la sua prima esperienza di studente-lavoratore in Danimarca, nella città di Alboorg, in una serie di ristoranti: il Fellini, il Sottovento e Il Mulino.

Nel 1994-1995, presso l’Hotel Hilton di Londra a Hyde Park e allo Zafferano, zona di knightbridge, sempre nella city londinese. Nel 1996-1997, prende servizio nella regione della Cornovaglia, nella città di Truro, presso il Ristorante Pulcinella. Nel 1998-1999, torna in Danimarca, Alboorg, nel Ristorante Fellini. Nel 2000 a New York, nel Ristorante la Lupa. L’anno successivo, 2001, Australia, a Sidney al Ristorante Il Divino. Nel 2002, di nuovo in Danimarca, a Blokhus, Ristorante Sottovento.

Nel 2003 in Sud Africa, al Ristorante Hildebrand, nella zona di Waterfront (porto di Cape Town). Nel 2004, arriva in Giappone, dopo aver conosciuto l’attuale moglie, Hiromi Mimura in Sud Africa, prende servizio al Ristorante Salvatore. Dal 2006 al 2010, lavora presso il Four Seasons Hotel Tokyo at Chinzan-so di Tokyo. Dal 28 aprile di quest’anno inizia una nuova avventura con una propria attività a Hayama.

Inoltre, come insegnante, organizza e ha collaborato con le scuole di cultura italiana: Bell’Italia, Little Europe e la Niki’s kitchen, sempre in Giappone. Si considera un vero globetrotters, un giuliese giramondo, molti i paesi che ha girato per motivi di lavoro e per piacere: Olanda, Danimarca, Svezia, Polonia, Irlanda, Svizzera, Germania, Slovacchia, la Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Turchia, USA, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Zambia, Botswana, Nanibia, Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia.

Due, sono le esperienze che più lo hanno segnato: Ha vissuto per 3 mesi nel Sud-Est asiatico, con il suo collega teramano, Massimiliano Damiani (oggi vive in Thailandia e svolge l’attività di Direttore di Sala) e 1 un mese nel deserto del Kalahari. Dal 2004 vive e lavora in Giappone.

ANCHE DUE RAGAZZI DI MIGLIANICO NELL’INFERNO GIAPPONESE

MIGLIANICO – Sono partiti insieme per fare una vacanza e visitare una terra che amano da tempo, mai avrebbero creduto che a poche ore dall’atterraggio quella vacanza sarebbe stata indimenticabile.

Fabio Adezio, 35 anni ingegnere nato a Miglianico (Chieti) ma residente a Pisa e Fabio Mancinelli, 37anni rappresentante di commercio di Miglianico, comunicano con i parenti via Facebook e dalle loro pagine tranquillizzano famigliari e amici da Tokyo dove si trovano al momento.

La notizia viene pubblicata dal sito www.quotidianodabruzzo.it. “Ho sentito mio fratello questa mattina – dice Gianfranco Mancinelli – ha chiamato lui fra mille difficoltà, perché è difficilissimo per noi prendere la linea e ci ha tranquillizzato. Stanno entrambi bene, sono spaventati, perché una cosa del genere chi l’ha mai vissuta”.

Erano arrivati a Tokyo da tre giorni, dopo un itineriario che ha toccato più tappe, il rientro era fissato per domenica 13, ma ora la scossa e la paura alimentano la speranza che possa essere ancitipato con l’intervento della Farnesina.

“Stiamo aspettando che rendano noti i numeri a cui rivolgerci per avere notizie su come farli rientrare subito – continua il fratello – Erano per strada quando è successo. Fabio ha detto che sembrava che i palazzi si toccassero. Una scena impressionante, ci ha raccontato. È durata tanto e la gente si è riversata in strada, poi, quando è finita, tutti sono tornati a lavorare, spaventati un po’ di più del solito, ma tranquilli”.

Una scena filmata dal rappresentante di commercio con la sua videocamera. “Ci ricontatterà lui perché le linee telefoniche sono andate in tilt – continua Gianfranco – siamo stati sollevati nel sentirlo, ora vorremmo che rientrasse il più velocemente possibile a casa”.

“Due bravi ragazzi che volevano farsi una vacanza tranquilla, chi poteva pensare che sarebbe successo quello che abbiamo visto – commenta il sindaco di Miglianico, Dino De Marco – sono due amici che amano viaggiare e amano il Giappone, ci hanno rassicurati sulle loro condizioni, non temiamo per la loro salute e speriamo di riabbracciarli presto”.

AQUILANI IN AUSTRALIA, TIMORE PER LO TSUNAMI

L’AQUILA – Anche all’Aquila c’è apprensione per il catastrofico terremoto di magnitudo 8.9 che ha colpito il Giappone è che ha causato almeno 300 vittime, ma il bilancio potrebbe aumentare con il passare delle ore, e per gli tsunami, le onde anomale provocate dall’evento sismico, che stanno interessando diversi paesi del Pacifico.

Preoccupazione per una famiglia aquilana di un noto psicologo che, dopo il terremoto nel capoluogo abruzzese di quasi due anni fa, si è trasferita in Australia proprio nelle zone che potrebbero essere interessata tsunami scatenatosi dal Giappone.

AQUILANO A TOKYO: DORMO VESTITO E CON LO ZAINO

 L’AQUILA, 11 MAR – “La situazione a Tokyo non è drammatica come in altre zone, ma c’è lo stesso molta preoccupazione. Per quanto mi riguarda, mi sono preoccupato perché ho visto la paura dei giapponesi, che sono abituati al terremoto. Ora dormo vestito e con lo zaino”.

Lo racconta all’Ansa Roberto Busilacchi, 23 anni, figlio di Paolo, imprenditore aquilano che ha sposato una donna giapponese. Roberto è a Tokyo, dove si è laureato, e al momento della scossa stava facendo lezione in una scuola di italiano.

“Quando c’è stata la scossa siamo scappati fuori – ha raccontato – per le strade si sono riversate migliaia di persone molto confuse. Insieme agli altri insegnanti italiani, ci siamo organizzati per metterci al riparo. Le scosse continuano e sono sempre più forti, con un movimento ondulatorio e circolatorio. Sono durate anche tre o quattro minuti e la gente non sapeva cosa fare”.

Paolo Busilacchi e la moglie raggiungeranno il figlio a fine mese: “Il viaggio era già programmato. – spiega dall’Aquila l’imprenditore – Stamani ero molto preoccupato, ora lo sono un po’ meno. La situazione però è drammatica. E pensare che il 9 gennaio eravamo in vacanza su un’isola giapponese che ora è sommersa”.

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