CHIETI – “E’ assurdo! Con i parametri previsti dalla legge la provincia di Chieti sarà soppressa”. A parlare è l’ex presidente della Provincia teatina Tommaso Coletti che critica senza mezzi termini il riordino delle Province e chiede al presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio un incontro con tutti i consiglieri regionali e i parlamentari.

“Questa riforma, di dubbia costituzionalità,  – dice l’esponente del Partito democratico – non comporta nessun risparmio considerevole ed ha creato solamente una lacerazione sui territori difficile da sanare nel tempo. In realtà il Governo nazionale non ha saputo o non ha voluto assumersi la responsabilità delle scelte come ha fatto nel passato su materie che andavano a toccare anche le tasche dei cittadini. Ha preferito lasciare agli enti locali l’onere delle proposte creando lacerazioni e campanilismi che sicuramente non fanno bene alla nostra comunità”.

Secondo Coletti, più che toccare le province, si potevano abolire altri enti pubblici o società pubbliche, le cui competenze e funzioni potevano passare proprio alle province con risparmi molto più consistenti.

“Bene, comunque sia il provvedimento è stato fatto e così come procedono le cose  – continua il leader democratico – la Provincia di Chieti, la più popolosa delle quattro abruzzesi, la più grande come superficie, una delle più antiche, quella che possiede entrambi i parametri previsti dalla legge  per continuare ad essere Provincia, è destinata a chiudere i battenti nel giro di qualche mese per essere fusa con quella di Pescara”.

“La provincia di Pescara, pur non avendo i parametri previsti dalla legge – sottolinea Coletti – è stata  “protetta” in sede di conversione del decreto con una postilla  che  stabilisce che, comunque vadano gli accorpamenti in  Abruzzo, Pescara sarà capoluogo di Provincia”.

“Adesso – continua il consigliere del Pd – la Regione dovrà  elaborare una proposta unitaria da inviare al Governo Nazionale dopo che il Cal (Consiglio delle Autonomie Locali), lacerato dai campanilismi, non è riuscita a proporre una soluzione che raccogliesse almeno la maggioranza dell’organismo. E’ una occasione per il Consiglio regionale abruzzese per rimediare alle disattenzioni dei parlamentari abruzzesi che in sede di conversione del D.L. non hanno compreso che solo Chieti sarebbe stata punita”.

La proposta di Coletti, esattamente come quella del suo maggior oppositore in Provincia, il presidente Enrico Di Giuseppantonio, è un Abruzzo a tre province: Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo.

Per discutere di questa ipotesi il gruppo Pd in Provincia ha fatto richiesta al presidente Di Giuseppantonio  di organizzare un incontro in Consiglio provinciale con i parlamentari  ed i consiglieri regionali del territorio prima che l’assemblea regionale provveda ad inviare la proposta al Governo nazionale.

“Avremo così contezza – conclude Coletti – di quanti sono pronti a fare la battaglia per difendere le giuste aspettative di un territorio spesso dimenticato dalle istituzioni sovraordinate”.