FRANCAVILLA AL MARE – “Entro stasera, o al massimo domattina, concluderemo la relazione finale di questo incontro sulle riforme costituzionali da sottoporre al governo”. Parola del ministro per le Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello, da ieri impegnato all’hotel Villa Maria di Francavilla al Mare (Chieti) nei lavori per riformare le istituzioni.
Il ministro ha voluto dare un’accelerata al tavolo dei 35 “saggi”, tutti docenti universitari esperti giuristi e costituzionalisti. “Termineremo con un mese di anticipo – ha detto alla stampa abbandonando per un minuto la sede della discussione – questo permetterà di far risparmiare i due terzi dei fondi messi a nostra disposizione e anche di avere un mese in più per poter riflettere seriamente e serenamente sulle questioni in ballo”.
L’accenno ai soldi risparmiati vale anche come risposta alle polemiche sulla scelta di un lussuoso hotel a quattro stelle, dotato di centro benessere e di vista mozzafiato sul mare d’Abruzzo. “Dentro la crisi è necessario avere una profonda moralità ed evitare moralismi”, ha detto il ministro a chi lo attaccava dal punto di vista delle risorse spese.
Quanto agli argomenti in discussione Quagliariello non si è sbilanciato, rimandando tutto a una conferenza stampa romana che si potrebbe tenere già nella giornata di domani, se il tavolo riuscirà a chiudere i lavori come nelle intenzioni del ministro.
Si è saputo, comunque, che non sarebbe stato trovato grande accordo sulle proposte in campo e che l’unica in grado di trovare consenso unanime è l’ipotesi del taglio del numero dei parlamentari.
Sul mancato accordo Quagliariello ha, però, sottolineato che “non è compito di questo consesso trovare un accordo sulle varie proposte in campo. Siamo un tavolo di studio e non un organo politico all’interno del quale prendere decisioni e dunque arrivare ad accordi. Nostro compito è invece studiare e formulare proposte che abbiano una loro organicità, vedere le possibili ricadute dei modelli ipotizzati, ma poi toccherà al Parlamento decidere”.
Tra le proposte in campo, c’è sicuramente quella del semipresidenzialismo, “soluzione di certo compatibile con il sistema democratico, che in Francia ha risolto la crisi dei partiti, ma questa – avverte il ministro – non è certamente l’unica proposta in campo. È solo una tra le diverse soluzioni ipotizzate”.





