SULMONA – Escludere la Casa Santa dell’Annunziata di Sulmona dalla legge di riforma delle Ipab che istituisce l’Azienda servizi alle persone (Asp), una per ogni provincia.
È la proposta che sarà presentata sotto forma di emendamento alla nuova legge, avanzata da tutti i capigruppo della maggioranza e della minoranza riuniti oggi nell’aula consiliare del Comune di Sulmona.
Con l’istituzione dell’Asp, la Casa Santa dell’Annunziata si vedrebbe avocato tutto il consistente patrimonio mobiliare e immobiliare che si aggira attorno ai 15 milioni di euro circa il 10 per cento dell’intero patrimonio delle Ipab abruzzesi.
Tra gli immobili più celebri figurano il palazzo dell’Annunziata compresa la chiesa e il campanile, dal valore inestimabile, oltre la piazza sempre dell’Annunziata e la farmacia.
“Con il rischio che gli attuali dipendenti delle due Ipab sulmonesi – afferma il presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci, promotore dell’iniziativa – 25 della Casa Santa e 4 dell’asilo ‘Regina Margherita’, perdano le garanzie del posto di lavoro”.
“La Casa Santa dell’Annunziata va esclusa dalla legge di riforma – sempre secondo Angelucci – perché è l’unica Ipab abruzzese in attivo e perché bisogna salvaguardarne la storia visto che è stata fondata nel 1320 ed è, forse, la più antica d’Italia”.
La riforma delle Ipab era in programma nella prossima seduta del consiglio regionale che si terrà martedì, ma è slittata a quella successiva.
f.t.





